Arriva la Fortitudo: Aradori e Procida, classe ed esperienza tra i pericoli principali di Bologna

dici forza d’animo e di ricordi te ne vengono in mente a bizzeffe. Le sfide contro la Effe di Djordjevic o quella simpatica serata dell’aprile ’94 dove le due tifoserie sono venute affettuosamente alle mani all’interno del vecchio Lino Oldrini…Chissà quale ricordo scaturirà da questo incontro con la Kigili di coach Martino. Di sicuro non vi sarà campo unoaltra vittima degli adesivi pubblicitari che si è informato al tendine rotuleo e, purtroppo, rimarrà lontano dai parquet per un bel po’ di tempo.

In cabina di regia ci troviamo Durham e Matteo Fantinelli. Il primo non ha mai creduto appieno nonostante i 5,3 assist di media, ma le percentuali dal campo lo condannano così come una leadership che si è vista a tratti. Fantini ha avuto una stagione tormentata da un infortunio che sembrava non risolversi mai: le sue cifre non riuscite recentemente a giudicarne la stagione. Vieni guardia siamo Brendan Frazier.lì 3.

In ala troviamo il talento in rampa di lancio di Gabriele Procida7.1 punti col 41% da 3, ma anche tanta fisicità, e il greco in cerca di rilancio Charalampopoulos. L’ala classe ’97 è stata considerata uno dei maggiori talenti della sua annata tanto che nel 2012, quando era poco più che quindicenne, firmò un contratto di 6 anni col Panathinaikos. Il talento si è un po’ perso per strada e quest’anno cerca (o cercava?) il rilancio ad alto livello passando prima da Venezia, poi dalla Effe scudata. Numero dico 8.2 punti col 30% dal 3 e 4.2 rimbalzi di media.

Passando sotto canestro, in ala forte troviamo l’eterno Mancinellimolto limitato dai problemi fisici, e il tedesco Robin Benzing. Giocatore solido e giramondo dei parquet europei, benzina è il secondo marcatore dei biancoblu e il suo massimo in serie A l’ha ottenuto proprio nella gara d’andata dove giustiziò l’OJM con 29 pesantissimi punti. Come pivot ci sono il nostro Jacobo Borrapoco meno di 10′ una gara per osare fiato al titolare, e il generoso Geoffrey Groselle. Più volte indiziato di taglio, aveva anche firmato un contratto con Wurzburg a metà febbraio, ma la Kigili non lo ha lasciato andare. Grande applicazione e grande cuore, giocatore di mano sinistra, ma di non elevato talento con so un problema alla linea dei liberi dove tira con un modesto 32% su quasi 3 tentativi a gara.

Occhio a…Pietro Aradori

Chi se non Pietro da Brescia, giocatore divisivo per eccellenza – o lo ami o lo odi – può essere il simbolo di questa Fortitudo? Alla terza annata in biancoblu, Aradori sta viaggiando a 15.1 punti di media col 56% da 2 e il 42% da 3 (percentuali migliori dei suoi tre anni a Bologna) e, da pochissimo, ha ricevuto anche l’omaggio della Fossa che gli ha dedicato un coro: doveva farsi perdonare il passato virtussino… Insomma, se lo è dovuto ben guadagnare, ma qui torniamo al personaggio divisivo di cui all’incipit di questo articolo. Giocatore con un passato da calciatore, fino ai 13 anni, ma anche discreto sciatore, Aradori esce da Casalpusterlengo dove ha frequentato le giovanili insieme a Gallinari. Si fa notare subito da Milano dove nel 2007/08 gioca, ma non sfonda finendo l’annata a Roma. A dargli fiducia l’anno successivo è la Biella di coach Bechi: due anni per esplodere e, infatti, alla fine viene chiamato da quella Siena vinci tutto degli anni ’10. Anche qui due anni vincendo due scudetti – uno, però, revocato – due Supercoppe e una Coppa Italia. Dal 2012 al 2014 va a Cantù, poi Estudiantes e Galatasaray e il ritorno in Italia con due anni a Reggio Emilia. Poi il passaggio per un altro biennio alle Vu nere prima di cambiare sponda e andare alla forza d’animo nel 2019. Il resto è storia recente…

Matteo Gallo
(Foto Fortitudo Bologna Facebook)

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