ATP Roma, Nadal e Djokovic al Foro italico per i primi allenamenti

È il giorno della finale maschile a Madrid, eppure, paradossalmente, l’attesa sembra quasi attenuata rispetto a quella che ha preceduto quarti e semifinali. Tutta “colpa” del nuovo idolo di casa Alcaraz che ha fatto esaltare il pubblico della Caja Magica. Grazie alla precocità di Carlitos in Spagna non hanno avuto nemmeno il tempo di preoccuparsi per il post-Nadal: il successore di Rafa, infatti, c’è già e prima che il 21 volte Campione Slam abbia deciso di farsi da parte. Le vittorie del 19enne su Djokovic e sullo stesso Nadal hanno un valore così alto che la finale di oggi sembra quasi passare in secondo piano: potrebbe essere la classica ciliegina su una torta già pronta e buonissima. Tuttavia, siamo sicuri che la fama di Alcaraz sia così tanta che farà di tutto per poter assaporare anche quella ciliegina. A tentare di rovinare la festa ai tifosi spagnoli c’è però Zverev, che ha gradualmente alzato il livello del suo gioco nel corso della settimana: dalla sua ci sono i precedenti (due vittorie su due, senza concedere nessun set) e il fatto che si trova particolarmente bene al Mutua Madrid Open. Il tedesco, infatti, è il campione in carica e ha vinto qui anche nel 2018.

Sasciaalla sua decima finale in un ‘mille’ (record 5-4) e trentesima nel circuito, provare a diventare il secondo giocatore in grado di vincere in schiena contro schiena il torneo di Madrid: nei venti anni di storia del torneo ci è riuscito solo Nadal nel 2013-14. Il titolo potrebbe inoltre valergli il secondo posto, proprio dietro a Rafa, nella classifica dei più vincenti nella capitale: spagnolo il tedesco raggiungerebbe Federer e Djokovic a quota tre.

Qui le parole di Alcaraz dopo il successo sul n.1 Djokovic: “Sono super felice”

Alcaraz, invece, proverà ad allargare la sua collezione di record ottenuti nel corso di questa settimana. Dopo essere diventato il primo adolescente capace di battere Nadal sulla terra e il più giovane a sconfiggere nello stesso torneo sia il più esperto connazionale che Djokovic (solo in 12 ci erano riusciti prima, di cui 5 in due giorni consecutivi e nessuno sulla terra), Carlos è un passo dall’essere il primo giocatore in grado di eliminare tre top-4 in un Masters 1000 dal 2007, quando a compiere quest’impresa fu Nalbandian che superò anche lui Djokovic e Nadal e infine persino Federer. Il talento spagnolo farà di tutto per restare imbattuto nelle finali ATP: fin qui ne ha disputa quattro e le ha vinte tutte. Trionfando oggi diventerebbe il sesto nell’Era Open a vincere le prime cinque finali disputa nel circuito (gli altri sono Andrei Medvedev, Enqvist, Schalken, Gulbis e Klizan)

Una chiave del match potrebbe essere legata alla stanchezza: Zverev ha terminato la sua semifinali con Tsitsipas dopo ben oltre la mezzanotte (l’orologio segnava l’1 e 10), ma la durata della partita con il greco (poco meno di due ore) è stata di gran lunga inferiore a quella tra il suo prossimo avversario in finale e Djokovic, che ha raggiunto le 3 ore e 35 minuti. Nel corso della settimana, inoltre, Sascha ha raccolto sette ore di gioco, Alcaraz ben dieci. Insomma, Alcaraz ha sicuramente riposato di più nel corso dell’ultima notte ma il suo percorso del torneo è stato molto più faticoso rispetto a quello del tedesco.

io bookmaker però sembrano essere piuttosto convinti che quest’ultimo aspetto non influirà sul risultato finale. Tutte le maggiori agenzie di scommesse poi infatti preferito il padrone di casa con un buon margine. La quota della sua vittoria si aggira attorno a 1.50, mentre a trionfo di Zverev è dato a 2.41 da Eurobet e addirittura a 2.50 da Bet365.

La macchina da tavola del torneo di Madrid

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