Codacons chiede di ripetere due partite di Serie A

Il Codacons torna alla carica sulla Serie A e porta in un tribunale esposto nel quale chiede di rigiocare due: Milan-Spezia e Spezia-Lazio. L’Associazione dei Consumatori che Intervenuta per la gara della 22esima giornata è finita 1-2 a San Siro. Ma il 3-4 a favore della Lazio di due giornate fa, che ha visto suo malgrado nuovamente protagonista la formazione ligure, ha acceso le polemiche sul corretto prosieguo del campionato, scatenando una nuova richiesta del Codacons alla Figc. In tutte e due le situazioni il risultato finale è stato pregiudicato in modo evidente da due errori dei direttiri di gara, anche se in circostanze molto diverse.

Serie A, c’è l’esposto per rigiocare due partite: gli episodi

Nel caso della vittoria dello Spezia in casa del Milan (qui rivelato chi sono i proprietà future di Investcorp), a finire al centro della bufera è stato il fischio dell’arbitro Serra per un fallo sul rossonero Rebic, senza lasciare proseguire l’azione che un attimo dopo hai portato al gol del compagno Messiah.

Di natura differente l’errore che ha portato il 3-4 della Lazio negli ultimi minuti della partita: un fuorigioco evidente sul gol decisivo del difensore biancoceleste Francesco Acerbi, non ravvisato né dal guardalinee, né dal direttore di gara, né tantomeno dagli arbitri VAR.

“ll Codacons – si legge nel comunicato diffuso dall’associazione – ha depositato oggi un formale ricorso presso il Tribunale di Roma con la richiesta alla Federcalcio (FIGC) di ripetizione degli incontri di Serie A Milan-Spezia e Spezia-Lazio. Entrambe le partite, infatti, sono state decise perché per macroscopici errori tecnici della direzione Gara, degli assistenti e nel caso di Spezia-Lazio, anche della sala VAR”.

“Se la Federcalcio non dispone la ripetizione immediata delle partite viziate venire meno la regolarità dello svolgimento dell’intero campionato di Serie A italianacon delle squadre che hanno acquisito degli irregolari vantaggi nei confronti di altre squadre ingiustamente danneggiate – Spiega il Codacons – Una situazione che arreca danno inoltre sia ai tifosi, i quali hanno assistito ad uno spettacolo sportivo palesemente viziato, sia agli scommettitori, in virtù dei risultati delle partite sul campo, falsati dai clamorosi errorsi arbitrali.”

“Non si tratta – afferma l’Associazione – di semplici errorsi di interpretazione o discrezionali degli arbitri, ma di sbagli tecnici nell’applicazione del Regolamento del gioco del Calcio, e proprio per tale motivo la Federcalcio deve assolutamente disporre la ripetitivo degli incontri viziati.

“La Giustizia Sportiva non può arrogarsi il diritto di danno diritti ed interessi di milioni di utenti di calcio” conclude il Codacons, che lo anno scorso la radiazione di Burioni, come scritto qui.

Serie A, c’è l’esposto per rigiocare due partite: il regolamento

Entrambi i tentativi per rigiocare le partite da parte dell’associazione sono vani (qui parlato dell’attacco Codacons a Draghi).

In generale per poter ripetere una gara è necessario che si realizzi un errore tecnico (cioè inerente alla corretta applicazione delle regole del gioco) da parte dell’arbitro, previa sua ammissione nel rapporto di gara. Non concedere il vantaggio in un’occasione come quella capitata a San Siro non è un errore ma rientra nei poteri discrezionali del direttore di gara.

Per quanto riguarda il caso che ha scatenato le polemiche durante la 35esima giornata di Serie A, fa fede l’ultima pagina del regolamento del gioco del calcio e della sezione dedicata al VARche affianca le canoniche (pagina 158), nella quale, insieme alle 17 regole, è stabilito come un errore anche commesso davanti al monitor non porti alla ripetizione della partita.

In linea di principio, una gara non è invalidata a causa di:

  • malfunzionamento della tecnologia VAR così come per la tecnologia sulla linea di porta (GLT)
  • Decision sbagliate che riguardano il VAR (dato che il VAR è un ufficiale di gara)
  • decisione/non rivedere un episodio
  • riese/i di una situazione/decisione non rivedibile.

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