Da Heriberto a Max, serve la Juve di 57 anni fa per alzare la Coppa (ma occhio alla designazione). Le voci su Del Piero: c’è fermento nella Real Casa. Il dopo Dybala: doppiaggio su Di Maria

Bella prova contro la Fiorentina. Ma devo aver visto una gara diversa da altri. Ho letto il resoconto di Tony Damascelli (sul “Giornale”) che non è stato – come suo costume – tenero. Critiche sono arrivate anche da altri testati. “Il Mattino”, addirittura, ha scritto di “prova orribile”. Non mi stupisco. A Napoli il “divano” proprio non riesce a dimenticarlo.

Gran gol di Bernardeschi, che comunque è sembrato, nell’intervista post gara, ai titoli di coda con la Signora. Danilo regista d’emergenza (con gol) convincente. Ottimo Rabiot, orbato dall’inqualificabile burocratico Var di una bella rete. Benissimo Perin. Bene Bonucci e De Ligt. Per me bene, bene Zakaria. Magari se spostano di un millimetro i pali dell’Allianz la Juve si ritrova con un goleador .

Ha spiegato Allegri con la consueta “halma” che a lui “girano le scatole” per come la Juve ha perso la gara contro l’Inter. Sapesse Allegri quanto “girino” ai tifosi. Anche a quellie sono “dimessi”.

L’11 maggio la Juventus se la vedrà una Roma contro l’Inter. L’ultima volta che le due nemiche si affrontarono in una di Coppa Italia fu (sempre a Roma) nel 1965. Era la grande Inter di Helenio Herrera, quella di Sarti, Burgnich, Facchetti eccetera che veniva sgranata a memoria anche nelle scuole.

In quella stagione HH ha vinto lo scudetto (Juve con 13 punti di distanza) e la Champions (gol acqua di Jair) contro il Benfica. E’ convinto (in attesa di giocare l’Intercontinentale contro l’Indipendente) che la gara sia una formalità. Ma la Juve allenata dal ginnasiarca (come lo chiamava Gianni Brera) Heriberto Herrera è un rebus. E non solo perché, anticipando gli olandesi, gioca un anarchico “movimiento” che infastidisce qualsiasi avversario. Ma perché la sua difesa è una sorta di Muraglia cinese. Juventus con il 3-4-3: Anzolin, Bercellino, Castano, Salvadore, Gori, Del Sol, Cinesinho, Leoncini, Dell’Omodarme, Traspedini e Menichelli. E’una sera di fine agosto. La Juve indossa la maglia a righe bianconere, calzoncini e calzettoni bianchi. La più bella. La “vera” maglia della Juve. La passione per i “gelatai” era impenibile.

C’è una palla in verticale che fila verso la porta di Sarti. Carta del portiere, difesa imbambolata: Menichelli rapina e deposita nella porta sguarnita. Usa la pressione dell’Inter. Vince la Juve, “tripletto” rinviato di decenni. Heriberto farà uno scherzo ancora più omonimo al suo : uno scudetto in rimonta vinto all’ultima giornata. Era quella una Juve operaia. Senza fuoriclasse, tranne Del Sol e Salvadore. Ma con un cuore immensamente. Quello che piacerebbe vedere l’11 maggio a Roma. Ma se Rocchi designerà la coppia Irrati- Massa meglio che la Juve si risparmi il viaggio. Source duo è in grado di combinarne di “ogni”. Un senso unico.

Tornerà Del Piero alla Juventus? Dicono potrebbe tornare. Be torneremo, il futuro di Andrea Agnelli, con evidenteza, sarà altrove. Giurano che alla Real Casa ci sia fermento. Pare che John Elkann reputi che alla Juve “impiegatizia”, servire un simbolo che faccia fremere l’ambiente. Uno che tocca le viscere del “pueblo”. Del Piero ha smentito, Arrivabene ha smentito, Allegri pure, Agnelli da anni ha la bocca cucita. Ma Lapo non ha smentito. Anzi: ha rincarato la dose.

Chi dopo Dybala? Bella domanda. Ne scrivi una al secondo. Il più serio, nel ramo, Gianluca Di Marzio non si sbottona. Certo che l’interesse della Juve per Di Maria (34 anni) lascia perplessi. Di Maria è stato un fenomeno. Giocatore di eccelsa qualità. Ma gli anni passano. Anche per i fenomeni. Personalmente spero in una Juve giovane. Che magari si doti di un regista. Possibilità non uno da “calcio a 5”.

Il tribunale di Madrid ha ricevuto (capovolgendo la precedente sentenza) il ricorso dell’Uefa contro Barcellona, ​​​​Juventus e Real Madrid nella vicenda SuperLega. Ora i tre club arrischiano sanzioni. Il giudice di Madrid si chiama Sofia Gil. Io conoscevo la sua omonima, una cantante (e compositrice) peruviana. La giudice, francamente mi sfuggiva. Vieni probabilmente sfuggiva ai più. Ora è destinato a diventare celebre.

Conclusione con un saluto (e tanti, tanti auguri) all’amico Xavier Jacobelli che lascia la guida di “Tuttosport” ma non il gruppo, chiamato ad altri incarichi. Al timone del quotidiano è stato chiamato il suo vice, Guido Vaciago, esperto di cose bianconere. A lui l’augurio di buon lavoro. E l’auspicio che non molli (come in questi anni ha sempre fatto) sulla vicenda “risarcimenti”. C’è chi chiede di “dimenticare”. Ma c’è chi non lo farà. Maggio.

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