dalla F1 all GT, in futuro la Formula E

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nonostante sia assenti da un Mondiale da diversi anni, la Storia di Maserati nel Motorsport è da brividi.

per molti, maserati è “solo” quel brand italiano che realizza vetture che uniscono velocità, suono, comfort e lusso in una sola vettura. A parte questo, per la prima volta la Casa del Tridente è lo stato della Ferrari, a parte questo, c’è il rischio del trapasso della Biturbo, della Bora, della Sebring o delle varie serie di Quattroporte.

Maserati è però molto più di questo, tanto che la storia di questo marchio italiano so celebre è legato a doppio filo a qualcosa che in pochi associano al Tridente: il sport motoristici. In realtà, infatti, Maserati nasce col motorsport vicino vena, producendo per i primi anni solo e solo vetture da corsa. Per questo, l’annuncio dell’Iscritta da Maserati in Formula E dal 2023 non deve soprendere: il legame tra il Tridente e le corse è longevo e fortissimo. Prima di parlare del futuro che attende il Tridente nella serie elettrica, ripercorriamo la storia della Maserati nel motorsport scoprendo episodi che, forse, non tutti ricordano.

Gli albori di Maserati nel motorsport: dalle prime vittorie di Alfieri alla Tipo 26

maserati tipo 26

La storia di Maserati e legata indissolubilmente a una fonte della famiglia che ha fondato la Casa, i maserati appunto. Il vogherese Rodolfo Maserati, infatti, sicuramente non immaginava come, dai suoi figlisi a Bologna, sei dei sette finirono per lavorare all’interno di una piccola officina di auto da corsa.

Il fratello più appassionato di motori, Alfieri Maserati, fondo infatti l’omonima officina il 1° Dicembre 1914, sviluppando auto da corsa su base Isotta Fraschini. Dopo i primi anni in cui Alfieri portava avanti la carriera da imprenditore con quella agonistica, correndo con ottimi risultati tra gli anni ’10 e gli anni ’20, una squalifica di 5 anni inflittagli nel 1924 convinse il fondatore a dedicare l’anima alla sua neonata azienda. Ed è infatti nel 1926 che siamo il Primo modello interamente realizzato da Maserati, la Tipo 26. Dota di un motore 1.5 8 cilindri in linea con compressore volumetrico e derivata da una Diattola Tipo 26 è anche la prima Maserati che ha sfoggiato il logo del Tridente sulla griglia. Il merito va all’unico dei fratelli Maserati che non intraprende la carriera ingegneristica, Mario. Mario Maserati fu infatti un artista, pittore e scultore, e spronato dal fratello Alfieri disegnò il leggendario Tridenteun omaggio alla statua di Nettuno dell’omonima piazza della città di Bologna.

Maserati e motorsport: il passaggio a tutta la dirigenza Orsi, e il trasferimento da Bologna a Modena

La Tipo 26 si rivelò una buona vettura da corsa, che ottenne subito un No posto assoluto con al volante proprio Alfieri Maserati nella Targa Florio del 1926. Per il primo successo si dovette però aspettare il Gran Premio di Tripoli del 1927, nella Libia Italiana, e arrivarono poi altri successi prestigiosi, come quelli alla 1000 km di Buenos Aires ea quella del Nurburgring. Il nome di Maserati cominciò a farsi pesante nel mondo dei motori, man nel 1932 ci fu un avvenimento che cambiò la storia della casa.

In quell’anno, Alfieri Maserati Morì dopo le complicazioni per un intervento chirurgico ad un rene dovuto un incidente capitatogli nel corso del 1927. La Casa fu ereditata dai suoi tre fratelli Bindo, Ettore ed Ernesto. I tre, però, mancavano dello spirito dopo del fratello, e 5 anni, nel 1937furono costretti a vendo Maserati all’industriale modenese dell’acciaio Adolfo Orsi. Orsi offrì ai tre fratelli Maserati di rimanere nell’azienda in qualità di consulenti per 10 anni, e prese una decisione che cambiò per sempre la storia di Maserati. Orsi infatti spostò la sede di Maserati da Bologna a Modenaun fatto che un decennio più tardi la renderà un enorme rivale della concittadina Ferrari, nel frattempo impegnata a farsi un nome nel mondo delle corse prima dello scoppio della seconda guerra mondiale con il Marchio del cavallino sull’Alfa Romeo dell’epoca.

Dopo l’arrivo di Orsi, Maserati continua a correre, e anzi si impegnò ancora di più nelle corse. Dal 1937 Maserati ottenne diversi successi e le prime grandi soddisfazioni nel motorsport, poiché le gare di durata vengono la Mille Miglia, i corse di 1000 km e anche un Gran Premi. La grande affermazione internazionale però è arrivata nel 1939quando con la splendida Maserati 8CTF la Casa di Modena entrò nella storia dei motori. La monoposto da Gran Premio era dotata di un 8 cilindri in linea da 3 litri con due compressori da ben 370 CV, e diventò nel 1939 la prima e unica vettura italiana capace di vincere la 500 Miglia di Indianapolis. In realtà, la Maserati 8CTF riuscì a Vincere la 500 Miglia per due anni consecutivi, nel 1939 e nel 1940con la guida l’americano Wilbur Shaw.

Maserati 8CTF

Dopo questi successi, come immaginabile, il mondo delle corse si fermò per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Maserati si occupò della produzione di candele di accensione batterie per mezzi militari, facendo con speranza la fine del conflitto così da poter tornare sui suoi passi. Dopo la fine della guerra, la Casa modenese si rilanciò subito con la sua prima vettura Gran Turismo, la A6 1500 del 1947. Questa elegante berlinetta, che fu la grande Maserati Stradaledisponibile con il “vestito” da corsa, che ottenne subito una vittoria con Alberto Ascari sul circuito di Modena nel 1947. Sempre durante il 1947 i fratelli Maserati lasciarono la loro aziendae formarono a Bologna la OSCA, sopra Casa Geniene di auto da corsa. Ma questa è una storia per un altro articolo.

L’apice della storia Maserati nel motorsport: l’approccio in Formula 1 ei due titoli mondiali

Adolfo Orsi, lasciato da solo un capo della Casa, decide che Maserati doveva competere al livello più alto dell’automobilismo mondiale, la Formula 1. Maserati fu infatti una delle fondatrici del primo Campionato Mondiale di Formula 1 del 1950schierandosi come acerrima rivale della concittadina Ferrari. No first anni della Formula 1 si assistette ad una sfida a tre tutta italiana tra la Ferrari, l’Alfa Romeo e la Maserati. Con i primi tre titoli appannaggio di Alfa Romeo con Nino Farina nel 1950, Fangio nel 1951 e Ferrari con Ascari nel 1952 e 1953, Maserati fu sempre in lizza per il Campionato, che arrivò finalmente nel 1954.

maserati 250f
Juan Manuel Fangio sulla volant della 250F, vettura passata a una Maserati di scrivere in una pagina importante della storia del motorsport

In realtà, Fangio vinse il Campionato del Mondo Piloti del 1954 dividendosi tra Maserati e l’entrante Mercedes-Benz. Non essendoci però un Titolo Costruttori all’epoca, Maserati condivide il titolo con la Stella tedesca. Per il primo titolo “genuino” di Maserati bisognerà attendere il 1957con Juan Manuel Fangio che ottenne il suo quinto e ultimo titolo piloti alla guida di una Maserati 250F.

L’abbandono di Maserati al Motorsport del 1958, e il ritorno come automobilista

Immediatamente, il titolo di Costruttori venne introdotto solo nel 1958, e per questo Maserati non potrà mai vantare alcun titolo “Marche”. Proprio in quell’anno, però, la Casa era in cattive acque dal punto di vista economicotanto da costringere Orsi ad annunciare il proprio ritiro dalle gare in forma ufficiale durante la stagione, non prima di aver offerto a Maria Teresa de Filippis la possibilità di diventare la prima donna a qualificarsi per un Gran Premiosulla via del Gran Premio di Monaco.

Dopo l’ultimo exploit, Maserati continua ad essere presente in forma privata con la sua 250F, rispetto al Circus della Formula 1 solo nel 1960. Ancora sotto la gestione Orsi arrivò la partecipazione definitiva al Campionato del Mondo di Formula 1, nella qualità di fornitore di motori. Sentiero 1966 e 1969 infatti Maserati fornì dei 3.0V12 alla scuderia inglese bottaio (si, fonte della MINI!), ottenendo dovuta vittoria con John Surtees e Pedro Rodriguez.

Il ritorno a tutte le corse Maserati primo anno ’00 con la MC12, e il ritorno al 2023 in FE

In quegli anni, Maserati si concentrò principalmente sulle vetture stradali, e nel 1968 passò di mano, diventando di proprietà della Casa Francese citroen. Da quel momento, Maserati rinchiuse in un cassetto tutte le velleità sportive. Dal 1968 Maserati passò da Citroen alla GEPIla società pubblica per il salvataggio di aziende in crisi, all’acquisizione da parte di De Tommaso, in 20 anni a dir poco burrascosi Maserati perse il suo pedigree sportivo. La Casa cadde in un sempre maggiore declino, fino all’arrivo nel 1993 della FIAT grande, el 1997 della Ferrari in seconda battuta. Sotto la direzione dell’ex acerrima nemica di Maranello, Maserati si riprese. E soprattutto, un po’ a sorpresa, tornato alle corse. Il merito fu della Maserati MC12realizzata sulla base della Ferrari Enzo, che partecipò al Campionato Mondiale GT1 dal 2004 al 2010, ottenendo dieci vittorie comprese tre primi posti alla tostissima 24 Ore di Spa.

Maserati MC12

Nel 2010, però, si chiuse il progetto MC12, e con lui le velleità di motorsport di Maserati. Almeno, fino ad oggi: it notizia di ieri che Maserati ha preso le decisioni finali nel mondo della Corsica nel 2023, iscritta nel Campionato del Mondo di Formula E. Sappiamo ancora poco della prossima incredibile sfida di Maserati. Sicuro, però, non vediamo l’ora di vedere come se la caverà al suo mitico ritorno nel motorsport. La storia di Maserati insegna che tutte le volte che è entrata in campo, ha vinto gare e campioni. Sarà lo stesso anche questa volta per un altro grande capitolo nella sua travagliata storia nelle competizioni?

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