Dalla tribuna al campo, passando per la panchina: a Genova la galleria degli orrori. Allegri insopportabile e indifendibile, gioco Juve sa di muffa. Dov’è il progetto della società? L’esempio di Braghin

Capita di perdere una partita che al 40esimo del secondo tempo stai vincendo. Come it capitato alla Juventus a Genova. Non fosse indubitabile la correttezza degli uni e degli altri, quel finale di partita sarebbe da ufficio inchiste. A parte la “perla-gol” di Dybala e la buona prestazione di Miretti, il resto è stato inserito in una galleria degli orrori, iniziato in tribuna con Nedved (“Kean devere 25 gol a stagione”), proseguita in panchina che le considerate “porte girevoli” di Max Allegri: testimonianza di incomprensione totale. I giocatori della Juventus non includono il proprio allenatore. Max Allegri sembra non comprendere i suoi giocatori. Poi c’è la dirigenza. Con quel presidente che solo al Meazza ha ritrovato la voce . Anche per rivelare di “voler bene all’Inter”.

Dice che la gara di Genova non contava per la Juventus, visto che il quarto posto in classifica era stato conquistato. Dice che ha fatto bene Allegri a “ruotare la rosa” in vista della finale di Coppa Italia. Per me Allegri ha fatto malissimo. Conta anche la “faccia”: quella che sta esibendo la Juventus è da ceffoni. Una squadra che non sembra avere coscienza di che cosa significati testimonial are quella maglia. You penso Tonali che sta trascinando il Milan allo scudetto è costato quanto un anno di fidanzata di Rabiot e Ramsey, gli zebedei mi girano fino ad infuocarsi.

Non è sconveniente che la Juventus sopravviva. E’ insopportabile che Allegri parli sistematicamente di “buona partita”. Ma dove, ma quando? Solo lui vede “buone partite”. Ho sempre difeso Allegri e il suo pragmatismo. Ora è indifendibile. Vinci la Coppa Italia? E allora? Anche la vincesse, cosa cambierebbe? Cambierebbe il non gioco con il quale ha ammorbato da inizio stagione? Cambierebbe il modo in cui ha perso la Supercoppa? Ebbene in cui è stato sbatteto fuori dalla Champion’s?

Allegri Max ha ancora tre anni di contratto: onerosissimo. Ma tutti invecchiano. E le idee calcistiche “invecchiano” più rapidamente di altre idee. La Juve gioca un calcio che sa di muffa.

Io non faccio “quadrato”. Reputo che il medico pietoso “faccia la piaga purulenta”. Reputo sia sbagliato offrire alibi ad Allegri. Le squadre si costruiscono dalle fondamenta. Dall’addio di Marotta, la Juventus pur continuando a vincere (grazie a Ronaldo , soprattutto) ha perso la propria identità. I ​​direttori non si inventano. Alla Juventus sembrano in stato confusionale. Mi rifiuto di parlare di mercato. Oggi non esistono trattative. E per il futuro, cari lettori, preparatevi perché possono essere costretti ad ingoiare un Emerson Palmieri.

Dov’è il progetto della Juventus per la prossima stagione? Nessuno finora – a parte le solite geremiadi sulla Juventus che parte per “vincere tutto” – ha avuto la bontà di spiegarlo. Allegri oltre che l’allenatore è il vero direttore sportivo della Juventus? Se lo è spieghi. Perché se il suo progetto è il “corto muso”, la Juve è “con la sella sfondata”. Non si progetta di “corto muso”. Neppure se il tuo cavallo si chiama Ribot. Si facciano uscire il fiato. Come ad inizio stagione ha fatto l’unico direttore della Juve degno di questo nome: Stefano Braghin. C’era un progetto per le ragazze. Ho raggiunto risultati in Europa e in Italia. Braghin ha cambiato allenatore pur avendo un tecnico vincente come Guarino che aveva costruito 4 dei 5 scudetti consecutivi vinti dalle ragazze. Ha cambiato (con Montemurro) per avere più esperienza. Ma soprattutto ha cambiato il progetto in vista di quel “professionismo”, destinato a mutare il volto della serie A femminile. Oggi la Juventus di Bonansea e Girelli ha una maggiore conquista anche in ambito europeo. Non sarà facile arrivare alla Coppa continentale. Il gap con le migliori ancora esiste. Ma si è assotigliato. Perché il progetto è forte. E le ragazze hanno la faccia di chi ha ancora “fama”. Non la faccia smorta della squadra maschile che gioca in pantofole. C’è troppa gente “sazia” nella squadra di Allegri . Dove l’unica ormai è quella di fare una rivoluzione. John Elkann sa di automobili: vuoi mai riproposto in Stellantis la Croma? Fu una gran macchina. La usava anche Gianni Agnelli. Fu e simbolo. Oggi risulterebbe obsoleto. Lo sa dottor Elkann cosa disse Saint Just alla Convenzione Nazionale il 26 febbraio del 1794? Disse: “Quelli che fanno una rivoluzione a metà, non fanno altro che scavarsi la tomba”. E quel signore (che conosceva la ghigliottina), non parlava metaforicamente.

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