ESCLUSIVA TMW – L’ex Udinese Czachowski: “Ho riso del cambio di Allegri, ma è troppo difensivista”

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Nelle scorse settimane è diventato virale, grazie alla diffusione via social, un video nel quale durante la partita Juventus-Venezia, due commentatori polacchi ridono a seguito di cambio di Massimiliano Allegri (Chiellini per Vlahovic) a sottolineare l’atteggiamento conservativo del tecnico. Cambio peraltro che i due cronisti avevano previsto qualche secondo prima. Non tutti sanno che uno di essi ha giocato in Serie A, ed è stato fra coloro che hanno fatto parte della prima “informata” a seguito delle aperture delle frontiere del 1992, che permisero ai club di Serie A di tesserare un numero illimitato di stranieri (puro potendone schierare tre). Parliamo di Piotr Czachowski, ex Udinese e altri commentatori del campionato italiano per Undici Sport. Ai microfoni di tuttomercatoweb ci racconta la sua storia e insieme abbiamo fatto un tuffo ai gloriosi anni ’90 del calcio italiano.

Piotr Czachowski, cosa fa oggi?
“Adesso sono allenatore delle giovanili del MKS Piaseczno, Vicino Varsavia. E poi come hai sentito anche commentatore sportivo. Lo faccio da 9 anni, di cui 7 per Eleven Sports dove commento la Serie A, che è la mia passione. Amo la nazionale italiana e per me è stato scioccante che non si sia qualificata ai Mondiali”.

E salito all’onore delle cronache per la reazione al cambio di Allegri contro il Venezia. Il cambio Chiellini per Vlahovic vi ha fatto scoppiare in una fragorosa risata
“Quando gioca la Juventus ci aspettiamo una partita molto bella, spettacolare. Purtroppo non succede da molti mesi, la Juventus gioca male. E quando gioca bene, come contro l’Inter, perde. Ma ciò che aveva colpito me e il io collega è : se giochi contro il Venezia ultimo in classifica come puoi pensare a difendere l’1-0?

Possiamo dire che non apprezzano particolarmente lo stile di Allegri
“No, non mi piace perché gioca sempre in difesa. Fatico a capire uno stile simile da parte di una squadra che ha vinto 9 campionati consecutivi. La Juventus è una big, non può avere questo atteggiamento. Come ha detto Berlusconi? ‘Attaccare!” (corsa, ndr)”.

Chi il posto della Serie A?
“Il Sassuolo mi diverte, personalmente è la squadra che mi ha colpito maggiormente. E trovo Dionisi veramente un ottimo allenatore”.

Chi vince lo scudetto?
“L’Inter per me è la squadra più forte, guardando giocatore per giocatore, ma è evidente che il Milan abbia un vantaggio notevole, è tutto nelle sue mani. E ha un giocatore incredibile: Rafael Leao”.

Facciamo un passo indietro a 29 anni fa, Piotr Czachowski approda nel campionato italiano
“Era una rarità all’epoca per un collaboratore in Serie A. Ci furono negli anni ’80 Boniek e Zmuda, poi arrivammo io e Marek Kozminski all’Udinese. Ora è completamente diverso, i polacchi nel campionato italiano sono la norma”.

In un solo anno in Italia parla meglio la nostra lingua di molti stranieri che sono rimasti più a lungo. complimenti Che esperienza fu a Udine?
“Esperienza fantastica, intanto perché ho potuto giocare con grandissimi giocatori: Balbo, Sensini, Calori, Dell’Anno, Mandorlini. Ho visto il vero calcio, grandi campioni, vere squadre. Di Udine ricordo l’accoglienza, la gente sorridente. I primi tempi furono molto difficili e ricordo Nestor Sensini che mi diede una grande mano. Per la lingua devo ringraziare Silvano De Fanti che veniva da me tre volte alla settimana per insegnarmela”.

Esperienza durata molto poco
“È così la vita. Sono andato in Scozia, a Dundee e poi son tornato a casa, girando qualche club e togliendomi una soddisfazione nel finale di carriera, segnando un gol in finale di Coppa di Polonia con una squadra di seconda divisione. Peccato non essere riuscito a vincere, però. Poi ho fatto il corso di allenatore e ho iniziato ad allenare le giovanili”.

Lei ha parlato di una serie A che ai suoi tempi era il miglior campionato al mondo. Inevitabile il confronto con oggi e il triste scenario della mancata qualificazione ai Mondiali fotografa un movimento in crisi
“Ci sono troppi stranieri, questo il grande problema. Guardi, io seguo da commentatore la Serie A e quando preparo le partite mi rendo conto che non ci sono quasi italiani nelle varie squadre. Cito Udinese-Spezia, fatta recentemente: chi c’è ? Silvestri e Udogie. Ma se neanche nelle squadre di medio livello i giocatori italiani vengono impiegati come fanno a crescere?”

Tra i giovani interessanti ce n’è uno più nato a Tivoli, ma ha scelto di rappresentare la sua Polonia…
“Zalewski… mamma mia che talento. Mi piace tanto, tra due-tre anni vedere. E velocissimo, ha visione di gioco e un destro eccezionale, mentre deve ancora migliorare col sinistro”.

Degli altri polacchi nella serie A chi le piace?
“Scelgo Zurkowski, che all’Empoli sta facendo benissimo. E poi Skorupski merita molto, per me è un ottimo portiere”.

In serie A gioca anche Szczesny. Lei ha giocato col padre, Maciej. Chi meglio?
“Con Maciej mi sento, parliamo. Insieme abbiamo anche eliminato la Sampdoria in una partita di Coppa delle Coppe, vi ricordate? Spero non si offenda però, se dico che Wojciech è meglio (ride, ndr)”.

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