F1 | GP Miami 2022: l’altro podio – Formula 1

F1 | Gran Premio degli Stati Uniti 2022, il podio dei promossi: George Russell, Esteban Ocon, Alex Albon

1. Giorgio Russel. Quarto, quinto, terzo, quarto, quinto: cosa guida? La Red Bull? La Ferrari? No, la Mercedes peggiore degli ultimi dieci anni. stavolta fa le cose: escluso dalla top-10 in qualifica (ma lasciarlo ai box nel momentozze anche perché del decisivo Q2?), a stavolta la scelta giusta in gara, puntando sulle hard scommettendo sugli episodi. Resta nel traffico per 13 giri, poi si libera di Ricciardo e Tsunoda e può impostare il suo ritmo. Pesca dunque il jolly della Safety Cargrazia all’amico Lando che si schianta contro Gasly (così impara a prenderlo in giro in conferenza stampa). Una Safety Car aspettata fideisticamente e arriva un premier un ragazzo che al primo anno sta battendo Re Lewis. fortuna? Sì, ma perché negarglielavisto che il compagno è uno ha vinto 103 GP?
2. Esteban Ocon. Esattamente come Russell, spera nella sicurezza e viene ripagato con un ottavo posto. Da considerare il fondo del sabato, l’amore di Ginocchio e la ripartenza del fondo griglia. Fa la sua onesta gara, ringrazia anche lui Norris e Gasly e approfitta dello scontro Schumacher-Vettel per mettere il nasino in zona punti. E, già che c’è, frega pure per due decimi il compagno di squadra, che ha picchiato come Bud Spencer ma è sfigato come Bombolo, tra pit stop lenti e penalità che lo escludono pure dalla top-10. La classifica, intanto, dice 24-2: altra lesa maestà.
3. Alex Albon. E mica posso mettere sempre Verstappen e Leclerc. Un po’ di spazio a chi comunque sta facendo degnamente: ancora a punti Albono, uno stato e altro miracolato per i ritiri di Vettel, Schumacher, Norris, Gasly e la penalizzazione di Alonso. Ma guida una bagnarola su quattro ruote, nella top-10 per la seconda volta. Velo pietoso su latifi: se non hai sfascia sui muri, qual è il so senso in F1?

F1 | Gran Premio degli Stati Uniti 2022, il podio dei bocciati: americanate, polemicone, Valtteri Bottas

3. Valtteri Bottas. Niente da fare, Valtterino appena vede Hamilton non capisce più nulla. Se lo incrocia al supermercato va in testacoda nel reparto surgelati con tutto il carrello e finisce pure nel salvatempo di qualche nonna. Stavolta va largo e butta una top-5 che, per meriti suoi, era difendibile, almeno da Hamilton. Peccato, altrimenti era promosissimo.
2. Le polemicone. Gioielli, anelli, orologi, mutande. Non state rovistando nel cassetto del/della consorte, ma leggendo i documenti traboccanti di contenuto della FIA. Sulla sicurezza, non metto bocca: sanno il fatto loro. Ma c’era davvero bisogno di lavare i panni in piazza? Perché parlare per, quando l’argomento è di zero interesse sportivo? Come risultato hai Hamilton che ti fa guerra e Vettel che – mettendo in bella mostra le mutande in pit lane – si regala il suo momento più alto del 2022. Insomma, si poteva fare molto meglio.
1. americano. Oh, come organizzano i loro eventi non c’è nessuno. Tutto il circo c’era. Peccato che mancasse la ciccia: pista sconnessa, dossi, riasfaltature notturne alla sperindìo, assenza di barriere in punti-chiave (e poi la sicurezza sarebbe avere un piercing in meno). Alonso dice che non è una pista da F1? Abbiamo la finta marina! Perez dice che l’asfalto è una barzelletta? Vabbè ma la scenetta dei poliziotti è venuta bene. E poi gli yacht senza l’acqua, il podio a 12 isolati di distanza, il passaggio in macchina, il casco da football, la fiera del brivido. Ed è solo Miami. A questo punto per Las Vegas temo il circuito a form di Hulk Hogan.
io quali sono? E soprattutto, perché?

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