F1 Miami, Leclerc, ecco come ha fatto la pole position

Nella torrida Miami, la Ferrari torna a sognare e far sognare i tifosi. Merito di una F1-75 equilibrata e veloce, ma anche della magia del monegasco in Q3

Giulio Caronia

“È stata una magia, Charles”, dice via radio e soddisfatto Mattia Binotto. Pochi secondi prima, i suoi due piloti hanno colorato di rosso la prima fila dello schieramento di partenza del GP Miami F1: archiviata la delusione di Imola, la Ferrari volata dall’altra parte del pianeta ha ripreso a correre veloce, a sognare e far sognare i tifosi. Grazie a una macchina che si conferma la più equilibrata del lotto, probabilmente quella con cui è più facile trovare un compromesso d’assetto. Ma anche grazie alla magia, appunto, di un Leclerc millimetrico nell’esecuzione del suo ultimo tentativo in Q3. Un giro da record seppur imperfetto, emozionante forse anche e soprattutto per via di quel secondo settore strepitoso, in grado di regalare al giovane del Cavallino la pole position numero 12 in carriera cancellando la sbavatura in curva 1.

F1 MIAMI, LA SBAVATURA DI LECLERC

“Non è stato tutto sotto controllo – ha spiegato il ferrarista dopo la bandiera a scacchi – anzi ho sbagliato le prime tre curve. Lì ho perso tanto rispetto a Sainz ea tutti gli altri, ma poi ho spinto ed è andata bene”. A ben guardare, il primo settore di Leclerc nel giro decisivo in Q3 è stato comunque il suo migliore dell’intera qualificato. Per capire la portata della sbavatura, in assenza di un riferimento di Verstappen29.441 per il poleman, 13 millesimi nel settore primo. E, analizzando le riprese a bordo, è in effetti chiaro il piccolo ma poi sovrasterzo in inserimento di curva 1, che ha poi portato Charles a entrare nella successiva piega a sinistra leggermente linea, un po’ vicino al cordolo e troppo costretto ancora a correzione sul volante. Questione di centimetri. Che in una qualifica di Formula 1 costituisca spesso il gap tra i festeggiamenti ei rimpianti.

UN LECLERC DA SOGNO

Chissà, magari è proprio a causa dell’imperfezione nei primi metri del giro che Leclerc si è scrollato di dosso ogni tensione e ha buttato il cuore oltre l’ostacolo. Il risultato è un settore centrale, quello più lento e insidioso, guidato con precisione chirurgica danzando tra cordoli e muretti con una grazia da étoile. E con una velocità da fulmine: il rilevamento cronometrico in 33.831 nel secondo partziale sarà di oltre un decimo più rapido del migliore di Verstappen (33.955), di quasi due migliore di quello di Sainz (34.017), ad annullare con gli interessi il ​​distacco accumulato con l’errore della curva prime. Una fiammata, che ha permesso al ferrarista di accaparrarsi la prima, storica, pole position nella torrida Miaminonostante un terzo settore non esaltante in cui ha perso circa un decimo rispetto al proprio miglior intertempo staccato in Q2 (25.524 contro 25.419).

CALDO ALLEATO DELLA FERRARI?

Al net del capolavoro Ferrari sul finale, la quinta qualifica della stagione F1 2022 ci fornisce un primo possibile trend nella lotta con la Red Bull molto calda – fino a questo momento, è capitato solo a Melbourne e Miami – che portano le monoposto a scivolare sull ‘asfalto e complicano la vita a piloti e ingegneri. Vieni in Australia, anche in Florida, Verstappen si è lamentato per tutto il weekend dei problemi di affidabilità e assetto, probabilmente spinti un po’ oltre dalla complessa gestione del degrado termico delle gomme. Di contro, il Cavallino sembra avere un’auto che talvolta a fatica scaldare i pneumatici – come si è visto nel gelo di Imola – ma che, per questo, appare meno in difficoltà con le alte temperature e nella gestione dell’usura in gara. Di certo un punto di partenza incoraggiante il clima afoso del considerando weekend ai piedi dell’Stadio dell’Hard Rock.



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