F1 / Santerno al lotto – Carlo Platella

L’entusiasmo per l’approdo della Formula 1 sulle rive del Santerno va oltre il semplice affetto verso una delle piste più popolari dello stivale. L’Autodromo Enzo e Dino Ferrari si incarna infatti il prototipo di tracciato vecchia scuola, vantando le principali qualità che hanno contribuito a rendere gli sport automobilistici popolari nel mondo. Il nastro d’asfalto, perennemente costeggiato da erba e ghiaia poco inclini a perdonare gli errori, segue l’andamento delle colline romagnole, offri così un’ampia varietà di geometrie in tutte e tre le direzioni. Tutte le alternative sono curve alternate che provengono dalla Piratella o dalla Tornanti quali la Tosa, intervalli di dislivelli superiori ai 30 metric che impongono un’attenta modulazione tanto del pedale dell’acceleratore quanto quello del freno. Nonostante l’abbondanza di curve, con ben 19 pieghe complessive nella numerazione ufficiale, Imola è tutto meno che una pista da massimo carico, imponendo al contrario selte di compromesso sull’asset tra la percorrenza in curva e la rapidità in allungo. Con la precedente generazione di vetture le medie sul giro in qualifica erano di poco inferiori ai 240 km/h, con la velocità che si aggiunge così ai tanti elementi di fascino del tracciato imolese.

Contro qualsiasi rito scaramantico dei sostenitori della Rossa, lo scenario dopo le prime tre gare stagionali non può che vedere la Ferrari nel Ruolo di Favorita alla vigilia della tappa romagnola. Non è però scontato che al Santerno possa andare in scena la stessa supremazia vista all’Albert Park, dal momento che, al netto del ritiro di Max Verstappen, in terra australiana Red Bull ha faticato a trovare il bilanciamento ottimale. In un calendario che conta 23 appuntamenti, è tipico che in alcuni eventi vi possono essere delle differenze prestazionali amplificate dalla diversa affinity delle vetture al tracciato o da selte di set-up non ottimali, come testimoniano ad esempio le gare di Monaco, Austria e Messico della passata stagione nella sfida diretta tra Mercedes e Red Bull. In avvio di campionato si è visto invece come le scuderie di Maranello e Milton Keynes erano estremamente vicine sul piano della performance pura, in particolare in Bahrain ea Gedda, un equilibrio che potrebbe riproporsi proprio in quel di Imola. La pista romagnola si presenta comunque più consona tutte le caratteristiche della F1-75 di quanto non lo sia a quelle della RB18. Si richiede infatti una configurazione a medio aerodinamico, con Ferrari che ha già dimostrato di prediligere scelete di assetto con un’ala posteriore più generosa rispetto a quella utilizzata da Red Bull, tendenza dovuta al bilanciamento complessivo della monoposto e all’abbondanza di carico dei cavalli della power unit di Maranello, capace di prevenire la maggiore resistenza all’avanzamento.

La squadra anglo-austriaca per contro ha tra i suoi principali punti di forza un’elevata velocità di punta in fondo al dritto, frutto dell’efficienza aerodinamica del corpo vettura e dell’ottima gestione energetica dell’ibrido ex-Honda. Le elevate velocità medie di Imola tuttavia non derivano da lunghi e numerosi rettilinei, bensì da correnze in curva che si mantengono per sempre superiori ai 100 km/h in qualsiasi punto del tracciato Ancor più che le punte velocistiche, si rivelano quindi fondamentali doti come la coppia e l’erogazione della potenza in trazione e nella prima fase di allungo, sono in cui l’unità propulsiva Ferrari esprime il proprio miglior potenziale. La F1-75 è inoltre particolarmente affine a tutte le curve posteriore limitato quali la Tosa o la doppia della Rivazza, ma anche nelle sezioni maggiormente limitanti all’avantreno quali la Piratella Red Bull potrebbe andare leggermente in affanno, avendo denotato una mancanza di carico all’anteriore. Nel complesso, il compromesso tra percorrenza in curva e in allungo e la complicata ricerca del bilanciamento meccanico-aerodinamico tra le diverse tipologie di curve pongono ancora una volta la Rossa in una posizione di vantaggio sulla concorrenza, a meno di improvvisazione sali prestazionali dati dati eventuali aggiornamenti.

Ciononostante, saranno diverse le variabili in Emilia-Romagna potenzialmente in grado di sovvertire le previsioni iniziali. grande tra tutte, tra i tracciati visitati sinora Imola è quello più severo dal punto di vista dei cordoli. Il passaggio alla variante Alta influenza non poco il tempo sul giro complessivo, dove si richiede un taglio aggressivo della chicane e quindi una vettura capace di digester gli imponenti cordoli interni. Per farlo sarà necessario però ridurre la rigidezza delle operazioni del gruppo sospensivo estremamente necessario eliminare in quanto va a destabilizzare la piattaforma aerodinamica nelle diverse condizioni di marcia, sacrificando parte del generatore dal sottoscocca e rendendo la vettura incline al fenomeno del carico focena. Preparare a tagliare la variante Alta senza sacrificare la prestazione aerodinamica sarà una delle chiavi della lotta per la vittoria a Imola.

La seconda grande variabile dell’appuntamento romagnolo è la pioggia attesa per il weekend. Un esame se le sessioni verranno effettivamente investite dai rovesci o meno, il solo rischio di precipitazioni è sufficiente e il lavoro delle squadre. In primo luogo, è verosimile attendersi un abbassamento delle temperature, complicando la messa in temperatura degli pneumatici, lacuna che nel 2021 costò a Max Verstappen una pole position perfettamente alla portata. Nelle prime due gare del 2022, è stata proprio la Red Bull a patire la mancanza di grip all’avantreno in qualifica, mentre a Melbourne lo scenario si è ribaltato, con la Ferrari costretta a due giri di preparazione della gomma. A tale aspetto si la scelta del livello di carico aerodinamico, maggiore nel caso si decida sulla scommettere pioggia in gara o più basso qualora si accompagni da parte della squadra vi sia la partecipazione di una fine settimana asciutta. Data però la fallibilità delle previsioni metereologiche, le decisioni su questo fronte si rivelano essere quasi delle scommesse.
Infine, vi è la variabile dell’unica sessione di prove libere in programma, che nel 2021 ha dimostrato di essere il fattore maggiormente influente del format con la Sprint Race. Impossibile dunque verificare in pista eventuali correzioni di assetto dopo le FP1potrebbe essere accusata principalmente da Red Bull e Mercedes rispetto a Ferrari, dal momento che entrambi i team lamentano una vettura sensibile alle modifiche di set-up.

A Imola sarà disponibile la gamma intermedia degli pneumatici Pirelli, vale a dire C2, C3 e C4. Le pressioni si minime statiche di gonfiaggio quelle di Melbourne, con 24.5 psi all’anteriore e 21.5 psi al retrotreno, i valori più alti da inizio stagione. Sul fronte dei freni invece, i tecnici Brembo classificano la pista romagnola con una severità di 3 su 5 per l’impianto frenante. Nel complesso si registra un utilizzo dei freni nell’intorno degli 11 secondi, pari al 15% del tempo, con una gestione del surriscaldamento dei componenti attesa più impegnativa che all’Albert Park, ponendosi quale prova di esame per le squadre che, come McLaren , Red Bull hanno registrato l’Alfa Romeo, a inizio campionato hanno registrato con le temperature. Complici le percorrenze in curva sempre superiori ai 100 km/h tuttavia, in nessuna delle dieci staccate si registrano decelerazioni superiori ai 170 km/h. Poi la velocità massiccia si raggiungano in circa alla variante del tamburello, la staccata più impegnativa è quella che precede la prima della Rivazza. Stando tutte le simulazioni fornite da Brembo, le monoposto decelerano da circa 300 a 135 km/h nello spazio di 92 metri, con un picco di decelerazione di 4,7 g.

Non manualmente dunque le variabili a Riva al Santerno, delineando un week-end che, complice il format della Sprint Race, si apre un diverso possibile scenario. Un sott’acqua dal verdetto della bandiera a scacchi, l’appuntamento di Imola si pone comunque quale una festa per tutto il mondo dell’automobilismo nostrano e internazionale, con la Formula 1 che riabbraccia il calore del pubblico di uno dei propri tracciati storici, in un contesto attuale in cui invece il Circus è alla continua caccia di nuove mete.

FP | Carlo Platella

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