“Ferrari è un po’ indietro, ma Red Bull ha problemi di affidabilità” – OA Sport

Il gioco è decisamente interessante. L’appuntamento quinto del Mondiale 2022 di F1 è andato in archivio e nel round di Miami, in Florida, Max Verstappen ha ottenuto la seconda vittoria consecutiva in questo campionato, la terza nel computo totale.

L’olandese della Red Bull si è imposto davanti alle due Ferrari del monegasco Charles Leclerc, partito dalla pole position, e dello spagnolo Carlos Sainz. Con il risultato che Verstappen si è ulteriormente classificato avvicinato alla vetta della generale occupata da Leclerc. Il ritardo del neerlande è di 19 punti, tra la scuderia di Milton Keynes è a essere lunghezze dalla Rossa.

Tanti, dunque, gli aspetti da analizzare. E’ spettato a Giancarlo Minardifigura storica del Circus e attuale Presidente dell’Autodromo di quarta Imola, dare delle valutazioni nella puntata de “Il Processo di Minardi“, approfondimento di OA Sport.

F1, la parte del Budget Cap: Red Bull costretta ad anticipare gli sviluppi dalla Ferrari, ora tocca alla Rossa

Giancarlo, bentrovato. Che idea si è fatto del GP di Miami nel complesso: ha invitato queste novità?

A essere sincero non molto. Il layout non mi è sembrato così adatto alla F1 e un po’ tutto il contesto mi fa pensare che tra quello che è accaduto in Florida e quanto avvenuto a Imola c’è una bella delta“.

Siete pronti per tutti gli “americani” e tutte le pomposità del fine-settimana negli States?

In parte perché alcune cose non le ho così condivise, ma la mia critica più riguarda la pista e il fatto che in una parte del tracciato l’asfalto si stesse sfaldando. Questo non penso rispettasse i requisiti di sicurezza“.

Venendo alle domande agonistiche, Verstappen vince ancora. Superiore Red Bull?

Per quanto si è visto a Miami si, ma parliamo di pochi decimi. Le prestazioni di Red Bull e Ferrari sono abbastanza vicine. E’ chiaro che la RB18 ha beneficiato degli sviluppi che la scuderia ha introdotto con costanza, al contrario della Ferrari che finora non ha fatto ricorso a nuovi pezzi“.

Crede che la politica di Mattia Binotto, nella gestione del Budget Cap, sia quella migliore?

Nessuno può saperlo, di sicuro c’è che Ferrari ha ottenuto determinati risultati, badando a lavorare esclusivamente sul proprio pacchetto e non andando a investire sugli ultimi update“.

A proposito di prestazioni, colpisce il grande differenziale tra Red Bull e Ferrari in termini di velocità di punta. Ritiene che sia così un po’ frutto del progetto della F1-75 e quindi una criticità irrisolvibile?

Salvaguardare l’F1-75 ha maggiore resistenza all’avanzamento della RB18 e sfrutta meno bene l’effetto suolo. Il pompaggio aerodinamico di cui è afflitta in rettilineo è evidente, al par dei riflessi che ci possono essere nello sfruttamento delle gomme in certe condizioni. Un aspetto quest’ultimo evidenziatosi a Miami. Per questo, è da vedere fino a che punto le soluzioni che introdurranno saranno efficaci“.

A Barcellona ci sarà, come preannunciato da Binotto, questo nuovo pacchetto. Secondo lei la tappa catalana sarà già decidere per il campionato vista la risposta che Ferrari dovrà osare?

Importante si, ma non di certo decisiva. Mancano ancora tantissime gare ed è presto per parlare in questi termini. Indubbiamente, la Ferrari è un po’ indietro sul piano delle prestazioni e deve lavorare, ma attenzione a un altro fattore“.

L’affidabilità?

Esattamenti. Nei fatti so a Miami la Red Bull ha pensato di alcune problematiche, basti che è accaduto a Verstappen nelle prove del venerdì o al Casabella in gara. Corrono sempre sul filo del rasoio, anche perché costretti dalla Ferrari a rischiare. In un confronto così serrato, l’aggressività degli uomini di Milton Keynes non è detto che paghi rispetto alla Rossa che, incidenti a parte, non ha mai avuto particolari problemi“.

E sulla Mercedes che cosa possiamo dire? La possiamo ritenere tagliata fuori per la vittoria del campionato?

Come detto in passato, ci penso due volte prima di osare per spacciata una squadra così vincente. Certo, la macchina W13 è una con molti problemi e soprattutto con tanto focena. Io però la porta non la chiudo del tutto perché in una stagione così lunga non si può mai dire“.

Sorpreso da George Russell davanti a Lewis Hamilton ancora una volta?

Non molto e spiego il motivo. In primis, Russell è un signor pilota e basta considerare i risultati ottenuti nelle categorie che hanno preceduto il suo avvento in F1. In secondo luogo, viene da anni in cui ha guidato lungamente una macchina molto lenta (Williams, ndr), emergendo in talune circostanze. Per questo, io ritengo che ora come ora sia abitualmente predisposto ad affrontare una situazione di inferiorità rispetto a un Hamilton che, ormai, si era to a governare vetture estremamente prestazionali e senza particolari problemi. Ora la musica è cambiata“.

Pensa che Hamilton, per questo, possa decidere di ritirarsi prima del tempo?

Avanti, vedremo. Di sicuro, la situazione in Mercedes sta evolvendo e la scelta di Russell in chiave future è ovviamente un segnale“.

IL PRIMO EPISODIO DEL PROCESSO DI MINARDI

IL SECONDO EPISODIO DEL PROCESSO DI MINARDI

IL TERZO EPISODIO DEL PROCESSO DI MINARDI

Foto: La Presse

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