“Ferrari, vedo fame, non solo voglia di vincere Gp o Mondiale” – Corriere.it

Voi Daniele Sparismi

Prima del Gp di Imola, il team principal di Maranello racconta i progetti della Ferrari che ha gi vinto due gare: Tante analogie con i tempi di Schumacher. Leclerc? Ha le spalle larghe, difficile superarlo. Senza la F1 avrei fatto il falegname

DAL NOSTRO INVIATO


IMOLA
Nuvole basse e colline fradicie. Mattia Binotto osserva la pioggia dall’ultimo piano del camper, con il sorriso di chi in testa al Mondiale. Aria di casa, questa terra trasuda passione. Non così quante volte sono venuto per i test, la prima con Berger e Alesi. E dopo con Schumacher. Giocavamo a pallone l sotto, mettevamo dei coni come porte. Per Michael ancora prima di uno svago era un modo di fare squadra.

Ebbene, che ne dici di una Ferrari affamata, come questa?

Vedo tanti parallelismi. Quella Ferrari non vinceva da tanto, aveva le base in un periodo lungo. Aveva assunto tanti giovani tecnici, fra i quali me. Anche noi abbiamo preso tanti ragazzi, aria fresca. Vedo fame, non solo la voglia di vincere singoli Gp o un titolo. Molto di pi.

Che cosa allora?
Segnala la Ferrari ad un essere modello per la F1, per la precedente. Rappresentare a model, questo significant “Essere Ferrari”: alimentare il mito del Cavallino essendo un riferimento in ogni campo.

Obiettivi molto ambiziosi, per questo che le vittorie in Bahrain e in Australia sono state festeggiate in maniera sobria?

Singoli successi non possono raggiungere un traguardo. Sappiamo come in un attimo si può passare da una situazione a un’altra. Niente illusioni, dobbiamo crescere. Ma c’è una gran voglia di crescere.

Tre anni fa, appena nominato team principal, disse: Vogliamo aprire un ciclo. cosa si intende?
S, significa essere capaci di restare al vertice in modo duraturo. Poi, pensare di vincere sempre sarebbe presuntuoso. Ma bisogna essere sempre l davanti a battersi. questo il nostro obiettivo.

Quindi se vincesse solo il Mondiale piloti (come la Red Bull l’anno scorso) non sarebbe contento?
Non essere sicuro di esserlo, il campionato costruttori rappresenta la solida squadra. Per capirci: un titolo piloti straordinari, ma penso che il nostro obiettivo vada oltre.

La sconfitta aiuta davvero o solo retorica?
Servire a fare passi indietro per andare avanti. Insegna a non disunirsi ea investire in tecnologie, uomini e “cultura”: individual i punti deboli e correggerli. Lo abbiamo fatto negli ultimi 2-3 anni, stato un percorso lungo.

Come ha fatto a recuperare la fiducia del gruppo?
Per ottenere la fiducia bisogna darla. La cosa più importante è stata darla a ogni componente della squadra, alzando l’asticella nelle difficoltà.

C’è stato un momento in cui hai pensato di mollare tutto?
Maggio. Sono troppo testone. E sono anche consapevole di non essere l’unico responsabile dei successi o degli insuccessi. Siamo una squadra e mi sento uno dei tanti elementi. Abbiamo reagito tutti insieme, siamo sempre rimasti uniti. E questo mi ha dato la spinta.

Ma come faceva a vedere la luce dopo anni difficilissimi come il 2020?
Sapevo di avere Maranello, responsabile delle competenze per essere competitivi. Lo sviluppato gi dimostrato nel 2017 e 2018 e da allora siamo cresciuti. Ma sapevo anche che doveva passare due stagioni di sacrificare prima di cogliere l’occasione di riscatto delle nuove regole.

Mercedes e Red Bull stanno pagando gli sforzi dell’ultimo campionato combattuto fino all’ultimo giro e voi ne avete approfittato?
Non la vedo assolutamente cos. Loro erano motivati, per noi era tutto in salita. Lavorare sul futuro quando prendi le sberle a ogni weekend non era semplice. Bisogna metterci la faccia e avere una dirigenza che accetta la situazione. Puoi andare avanti quindi no indietro le ragioni sono altre, non c’entra la “distrazione”.

Red Bull o Mercedes, chi teme di pi?
Red Bull, ha una capacità di sviluppo superiore.

A proposito di dirigenza, sente la fiducia del presidente John Elkann e dell’a.d. Benedetto Vigna?
S, altrimenti non sarei qui a parlare con lei. Con loro ho rapporti di fiducia e trasparenza.

Dov’è la forza di Leclerc?
Ha le spalle larghe, occupa tutta la pista. Se va in testa dura superarlo: un mago del corpo a corpo.

E quella di Sainz?
studio un pilota velocità al quale piace analizzare i dati. Sa adattarsi e crescere, ha bisogno di pi tempo. Ma poi arriva anche lui.

Carlos per indietro in classifica. gi tempo di gerarchieinterne?
No, entrambi hanno il diritto di potersi esprimere al meglio. In questa fase non c’è bisogno di ordini: senza l’errore a Melbourne, Carlos sarebbe secondo nel Mondiale. E se lui vince toglie punti a Verstappen, il vero rivale.

Quale stato il momento in cui ha capito di avere una Ferrari in grado di vincere?

Dai dati è intuitivo. Dopo il primo giorno dei test a Barcellona ho avuto la conferma. A volte basta un solo “run”: be il pilota sorride capisci che la macchina nata bene. Mi hanno insegnato cos, ed vero.

Quanto hanno contattato il nuovo simulatore, le tecnologie risultati?
tanto. Ora abbiamo strumenti predittivi e capaci di individual rapidamente un problema e la sua causa. Saranno fondamentali anche per gli sviluppi.

Leclerc in Australia ha dominato, alla Schumacher, lei c’era nella Ferrari di Michael. Ma stato davvero cos?
A tratti mi sembrato di rivivere quei at momenti. Da tanto non vincevamo con un simile vantaggio di prestazione.

Che cosa si porta dietro di quegli anni l?
La volont di migliorare sempre. Siamo solo all’inizio della strada. E il difficile deve ancora arrivare.

Pensiero fisso. Ma qualche volta riesce a staccare la testa, a rilassarsi?
Isolandomi. In casa, in giardino. Passeggiando fra i boschi, andando in bici sull’Appennino. Ma non riesco veramente a staccare.

E un bel libro?
Purtroppo leggo poco. Mi piacerebbe, ma dopo poche pagine tendo ad addormentarmi.

La guerra alle porte dell’Europa, come la live?
Con angoscia e tristezza. Immagini terribili, inaccessibile, a pochi km da casa. Non si capiscono le ragioni e nemmeno lo sviluppo di questo conflitto. Mi piace pensare che lo sport possa portare un sorriso, una distanza, insegnare dei valori.

Se i suoi figli hanno voluto diventare ingegneri in F1?
Marco studia il design del prodotto e Chiara l’antropologia. Ho sempre sperato che prendessero una strada diversa dalla mia.

Lei crede in Dio, religioso?
S, quando riesco a andare a Messa.

Il posto la serie Netflix, Drive to Survive?

Per chi la vive dall’interno strana: sembriamo degli attori e invece siamo professionisti dello sport. Per mi rendo conto che ha una potenza enorme e che ha aiutato la F1 ad avvicinare i giovani.

Con queste vittorie Maurizio Crozza deve cambiare imitazione?

Mi faceva ridere prima con il mio personaggio e quando lo rivedo continua a ridere. Devo ringraziarlo: ci ha aiutato tanto a sdrammatizzare nei momenti pi duri. E prima o poi mi piacerebbe incontrarlo di persona.


Qui a Imola per un altro trionfo. Magari pensa di prendersi anche la gara sprint di domani?


La macchina ha dimostrato di potersi giocare la vittoria in tutte le gare. Arriviamo con l’ambizione di lottare per il gradino pi alto del podio.

Se non cambi team principal in F1, pensi che ti sia piaciuto fare?
Il nome falso.

22 aprile 2022 (modificato in 22 aprile 2022 | 08:45)

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