Francesco Coco: «Eravamo come rockstar. Ora insegno calcio a Napoli, è il Brasile d’Italia»

Mezzogiorno21 aprile 2022 – 12:27

L’ex terzino del Milan racconta la sua vita dopo i 30 anni: «Ho iniziato a respirare, a prendermi il tempo. Le fidanzate? Quanto gossip, ho amato soltanto due donne»

Voi Monica Scozzafava

Francesco Coco, ex calciatore e anche sex symbol, alla fine è rimasto single. E non per scelta. “Sono ancora in tempo e se dovessi arrivare la donna giusta sono qui”, dice convinto. Quarantacinque anni, da 15 ha smesso con il calcio, dando un taglio prematuro a un mondo che ha vissuto a livelli alti (Milan, Inter e Barcellona, ​​​​le piazze più importanti dove ha giocato) ma che gli ha anche attribute l’etichetta divo del pettegolezzo. «Era un calcio diverso, senza social. E non ti potevi muovere che c’erano i paparazzi alle spalle. Però, mi sono divertito. Soprattutto quando leggevo di fidanzate con le quali magari non avevo mai preso neanche un caffè». Francesco Coco lascia il calcio con l’idea di respirare, prendersi del tempo. A trent’anni la vita può ripartire.


«Ho viaggiato, mi sono dedicato ad alcune attività in cui avevo investito. E finalmente mi sono divertito senza dover dar conto a nessuno. Senza stress e lontano dai riflettori. Il calcio ti dà tanto ma in qualche modo ti toglie la libertà, quello che dal fuori sembra un mondo dorato in realtà può rappresentare una prigione. Prima di tutto ti toglie tempo. A parte questo: è morbido, lineare. Più studiato anche. I calciatori sono i social, sono loro che fanno gli scoop di loro stessi. Sanno cosa dire, come dirlo. Meno spontanei ma tutela piùti. Ai ragazzini della scuola calcio che ho aperto a Napoli dico sempre: non perdere mai la passione, il divertimento. Non perdere il vostro io».

Perché un Napoli? Vivi una Milano.

«È la piazza più brasiliana d’Italia, l’unico posto dove vedo ragazzini giocare ancora per strada con qualsiasi cosa. Calcio con le lattine, con le bottigline di plastica. Si divertono e tirano fuori l’estro che altrove manca. Vederli in strada mi riporta indietro nel tempo e mi emoziona».

Ma allora ha nostalgia del calcio?

“Non è nostalgia, perché poi dopo ho fatto tante altre cose pure gratificanti. Nel calcio mi sono tolto belle soddisfazioni e mi sono bastate. Ho smesso quando ho capito che non potevo osare nè ricevere grandi cose.

Ha fatto un reality, voleva fare l’attore a un certo punto?

«L’Isola dei famosi è stata una esperienza meravigliosa. Una promessa che avevo fatto quando ancora giocavo a Simona Ventura e l’ho mantenuto. Dopo un mese sono andato via perché non avevo partecipato per vincere ma per vivere l’ebbrezza di stare giorno e notte su un atollo, guardare in libertà il cielo stellato per tutta la notte. L’attore no, ho avuto qualche proposta. Giorgio Gori, all’epoca patron della casa di produzione Magnolia, mi chiese se volessi partecipare a qualche fiction. Ne fui lusingato, in un primo momento. Ma non mi sono andato di spazio a ragazzi che forse avevano studyo recitazione per una vita. Non lo trovavo giusto, gli dissi di no».

Sento ancora Simona Ventura?

«Ci ​​siamo persi di vista, ma sono stato otto anni in Qatar e ovviamente non vedo più nessuno delle persone che frequentavo un tempo. I rapporti si sono raffreddati un po’ con tutti».

«Pochissimi, sento ancora oggi Christian Abbiati. E un amico vero. Gli altri amici sono quei pochi dell’infanzia che non ho mai smesso di sentire anche quando ero un calciatore famoso ed ero sotto i riflettori».

«Fonte che mi attribuivano erano, spesso, neanche amiche. Manuela Arcuri è stata l’unica fidanzata vera, alla quale ero molto legato. Poi ho letto di tutto: bastava una foto insieme a una donna per attributi una relazione. Ne ho avute, per carità. Ma non erano famosi».

Samantha De Grenet, Elodie.

«Samantha, lo giuro, è solo stata un’amica. Con Elodie una bella storia, vero»

“Non ce l’ho una compagna, e sto benissimo. Mai dire mai, però. Le cose sposate nascono all’improvviso e potreirmi e fare anche figli. Sono felice anche così. Questo lo garantisco. Sa perché? Nessuno mi vede più come un gladiatore moderno, una star».

I calciatori sono miti, dunque?

«Lo erano ai miei tempi. Perché anche i gladiatori sono una star del rock. negli anni tra i Novanta ei Duemila. Tutti considerati belli,ricchi e famosi. C’era troppa attenzione. Oggi per fortuna è cambiato un po’ tutto».

“Ad oggi l’Inter sembra la candidata numero uno. Ma il Milan che è la mia squadra del cuore può farcela. Il calcio è bello perché imprevedibile. Ho vinto uno scudetto con il Milan quando a marzo acquista dieci punti in meno della Lazio. Siamo arrivati ​​un punto sopra. Anche il Napoli ha ancora speranze».

La newsletter del Corriere del Mezzogiorno

Potete stare certi che gli avvisi dalla Campania sono gratuiti per la newsletter del Corriere del Mezzogiorno. Arriva tutti i giorni direttamente nella tua caseella di posta alle 12. Basta fare clic qui.

21 aprile 2022 | 12:27

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Leave a Reply

Your email address will not be published.