La Juve assicurata dell’ultimo decennio permette al Genoa di crederci ancora. Allegri, quante riflessioni verso l’Inter… | prima pagina

La Juve ha fatto ridere per un finale incomprensile, da squadra grottesca. Il Genoa ha fatto piangere di emozione e felicità per una rimonta pazzesca in 10 minuti, compresi gli ultimi incredibili di secondi quando sul dischetto, per il rigore che avrebbe cambiato il destino di quella recupero
partita e forse del campionato, è tornato lui, Mimmo Criscito, il capitano
che aveva sbagliato il rigore nel derby. Stavolta l’ha realizzato e al 96′
il Genoa aveva battuto la Juventus 2-1.

A Marassi è successo qualcosa su cui Allegri dovrà profondamente
riflettere perché quel finale non solo non è da Juve, ma non è proprio
dalla squadra di calcio, dalla squadra di professionisti.
Fonte finale di resa
Assurda, dopo il gol di Dybala e le ripetute occasioni sbagliate per
È chiuderla, è roba da dilettanti. Blessin invece può continuare a
serratura.
Ha agganciato il Cagliari, mentre la Salernitana è un punto
sopra alla vigilia dello scontro diretto fra campani e sardi. Non è vero
facile, ma ha ancora la possibilità di salvarsi.

FARE A MENO DI DYBALA… – Un lampo del 10 argentino sembrava aver risolto una partita fino a quel momento grigia, inespressa e povera di gioco. Un lampo di un giocatore di cui la Juve ha deciso di fare a meno.
Considerazione personale: se una squadra, che di sicuro non incanta per il
gioco, una squadra tenera e molto spesso speso, rinuncia a un giocatore
come lui vuol dire che ha in mente un mercato fantasmagorico, fatto di
colpi sensazionali, alla De Bruyne per intenderci. Altrimenti, sul pianoforte
tecnico, è una scelta

IL VUOTO – Mezz’ora iniziale di niente, poca Juve, poco Genoa, nessuna
parata di Szczesny né di Sirigu. Per la Juve, che aveva in testa la finale
di Coppa Italia di mercoledì prossimo, va bene così così, del resto
non è che da questa squadra possiamo aspettarci chissà quale spettacolo in fondo a una stagione assai deludente sul piano del gioco
ma non poteva bastare al Genoa che anche col pareggio hai fatto un altro passo verso la B. Così, nel finale del primo tempo, la squadra di Blessin ha aumentato il ritmo e si è avvicinata più minacciosa dalle parti dell’area
bianconera, comunicato ben protettore da Bonucci.

UNA TRISTEZZA – La Juve aveva creato l’unica buona occasione dopo appena 5′ con un colpo di testa di Kean alzato oltre la traversa. Nient’altro di
Significativamente sul fronte bianconero, non sul generoso lavoro dello
stesso Kean su tutta la fascia. Dybala non illumina la scena e nessun
pallone giocabile per Vlahovic che ha finito il primo tempo senza un tiro
verso la porta genova. In mezzo al campo ha iniziato bene il giovane
miretti
giocatore da un tocco e via, al massimo due, ma intorno c’era,
come al solito, ben poco. E comunque anche Miretti si è spento presto. II
Genova si è fatto spingere da uno stadio che non ha mai smesso di cantare e
nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo Portanova ha cercato di utilizzare
le amnesie difensive di Cuadrado, Melegoni ha preso l’iniziativa, Destro
si è fatto vedere ed Hefti, sulla corsia di destra, ha dato la spinta che
Serviva per mettere un po’ in difficoltà De Sciglio. Bene
dell’intervallo, però, una sola parata a testa per i due portieri e un
mortificante (per lo spettacolo) totale di 7 tiri complessivi, 4 per il
Genoa, 3 per la Juve. Davvero una partita triste.

E POI DYBALA – Dopo 3′ del secondo tempo la gara è cambiata grazie a una
Prodezza personale di Dybala, un destro (già il piede debole…)
dell’argentino dal limite dell’area è finito nell’angolino dove Sirigu non
Sarebbe arrivato nemmeno con le ali. Era il gol numero 115 in bianconero,
quota dove ha raggiunto Roberto Baggio al 9° posto nella classifica dei
cannonieri juventini di tutti i tempi in tutte le gare. Bene del
Genoa, già stanco e demoralizzato, e la Juve ha preso il largo. Pciao
ancora di Dybala, stavolta di sinistro (tanto la Juve ha stabilito di non
averne bisogno…), paratona di Sirigu su tocco da due passi di Kean e
infine il furore, fino a quel momento taciuto, di Vlahovic che ha cercato
di ribellarsi al pessimo momento che sta attraversando
ha lottato da solo
in area, ha vinto un contrasto, calciato di sinistro e Sirigu gli ha
deviato il tiro in angolo. Poco dopo Allegri lo ha sostituito con Morata.
La tv ha inquadrato Dusan in panchina con un’espressione non certo felice: ha fatto poco, ma in tutta la partita non ha avuto uno straccio di pallone da giocare con la porta in faccia. C’è un problema-Vlahovic e Allegri deve risolverlo.

LA RIMONTA GRAZIE A DE SCIGLIO – L’emergente Sozza ha fischiato un rigor per un intervento di Gudmundsson su Akè, ma Abisso lo ha chiamato al Var e il rigore è stato giustamente tolto. Epoca il 37′. Un attimo prima Szczesny
si era addormentato col pallone fra i piedi e per poco non ha fatto la
frittata sulla pressione di Yeboah. Altri 4 minuti e arriva il
pareggio col primo gol in A dell’islandese Gudmundsson su assist splendido
di Amiri e su dormita di De Sciglio. La Juve è uscita dalla partita. Altro
100 secondi e stavolta l’errore clamoroso è stato di Rabiot che in area si
è fatto portare via la palla da Frendrup, così Amiri ha calciato un rigor
in movimento e Szczesny gliel’ha respinto. Folle la palla-gol che si è
mangiato Kean (unica attenuate: era leggermente infortunato) a porta
libera dopo l’assist di Morata. Era il 93’30”, quaranta secondi dopo tocco
di Criscito per Yeboah steso in zona da De Sciglio con un intervento da
calcio amatoriale. Sul discetto il capitano, perché quello non era solo
un rigoroso, era una stagione intera che aveva lui indirizzato dalla parte
sbagliata e che solo lui poteva in qualche riprendere.
Tiro, gol, Criscito
e Marassi impazziti. Grazie alla Juve più assurda dell’ultimo decennio, il
Genova può ancora sperare.

Genoa-Juventus 2-1 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 3’st Dybala (J), 42’st Gudmundsson (G), 51’st Criscito rig. (G).
Assist: 3’st Kean (J), 42’st Amiri (G).

Genova (4-2-3-1): sirigo; Hefti, Ostigard, Bani, Criscito; Galdames (1° Frendrup), Badelj; Melegoni (13’st Ekuban), Amiri, Portanova (13’st Yeboah); Destro (23’st Gudmundsson). (Un disp: Semper, Vodisek, Masiello, Vasquez, Ghiglione, Cambiaso, Rovella, Hernani). Tutti: A. Blessin.

Juventus (4-3-3): Szczesny; Cuadrado (15’st Alex Sandro), Rugani, Bonucci, De Sciglio; Rabiot, Arthur (15’st Zakaria), Miretti (29’st Bernardeschi); Dybala (35’st Aké), Vlahovic (29’st Morata), Kean. (Un piatto: Perin, Pinsoglio, de Ligt, Chiellini). Tutti: M. Allegri.

arbitrato: S.Sozza di Seregno. Assistenti: S. Ranghetti-M. vianzi. IV sotto: JL Sacchi; Var: R. Abisso; Avar: M. Di Iorio.

Ammoniti: 29’pt Dybala (J), 34’pt Rugani (J), 43’pt Melegoni (G), 44’pt Arthur (J); 33’st Badelj (G), 51’st Criscito (G).

Recupero: 1’pt; 5′ S.

Spezie: 18.762.

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