la Virtus esonera Lino Lardo, che tristezza…

Anche se la voce di un cambio della guida per l’anno prossimo girava da tempo, oggi a Bologna e non solo prevale l’icredulità

LBF A1 Techfind: la Virtus esonera Lino Lardo, che tristezza...

Il rischio in una vicenda del genere è quello di parlare a vanvera, anzi di scrivere a vanvera. Perché non si sono le motivazioni dell’esonero di Lino Lardo dalla panchina della Virtus Segafredo Bologna. Dunque scrivere sul nulla è un’operazione complicata. Ma alcune cose si possono lo stesso mettere nero su bianco perché ci sono schemi ricorrenti sempre più spesso nel mondo della pallacanestro femminile che lascia interdetti.

Prima di tutto una riflessione: se dopo Venezia-Bologna dell’andata, 37-75 del 31 ottobre dello scorso anno fu cacciato l’allora coach della Reyer Massimo Romanoe dopo Venezia-Bologna, gara di semifinale, 69-51 di lunedì 18 aprile 2022, è stato cacciato the coach di Bologna Lino Lardocosa accadrà dopo gara 2 in programma a Bologna giovedì 21 aprile? O il discriminane è il diversio? Forse no perché dopo la finale di EurocupAndrea Mazzon è rimasto al suo posto e dopo i 19 punti rimediati solo poche settimane fa dalla Virtus a Costa Masnaga, Lardo è rimasto dov’era.

Dunque se il confine per cacciare un allenatore non sono le batoste, qual è? Il rendimento di una squadra? Giusto. La Segafredo Bologna è arrivata terza al termine di una stagione regolare falcidata dal Covid e dagli informuni a catena tra i quali quello di Mysha Hines Allen, una che fin che ha giocato, 10 partite, ha prodotto 15,8 punti di media col 49%da 2, il 43% da 3, l’81 per cento ai liberi e 7,3 rimbalzi. O queste cose certa gente le dimentica facilmente perché fa più comodo? L’americana è stata sostituita solo il 23 marzo – a proposito perchè? – e con un’austriaca che per quanto bravissima, Sarah Sagerer, ancora non ha dimostrato le cifre e l’importanza della Hines-Allen. La virtù ha fatto anche la finale di Coppa Italia battuta dal Famila Wuber Schio non da pizza e fichi come si dice dalle mie parti.

Le 21 palle perse in gara1 con l’Umana Reyer perché parte di Dojkic e compagne sono colpa di Lino Lardo? O forse un allenatore, chiunque esso sia, deve ricordare alle proprie giocatrici che la palla non va buttata, soprattutto se viene regalata tutte le avversarie? Se siamo a questo allora non serve un allenatore ma un istruttore di pallacanestro, che è figura professionale di altrettanto rilievo ma che si usa con le giovanissime non con campionesse o presunte tali.

Insomma alla Virtus Bologna ritengono di aver avuto i loro buoni motivi, magari anche la cabala che l’anno scorso la prese a licenziare Sale Djordjevic per 24 ore salvorlo riassumere e poi vincere lo scudetto. Ma erano condizioni diverse e soprattutto non era dopo gara 1 di semifinale. Meglio sarebbe stata – secondo il parere di chi scrive – una discesa del patron Zanetti in persona nello spogliatoio – anche questo un fatto poco usuale ma più tollerabile – con parole da far tremare i muri di tutta Bologna nei confronti della squadra e perché no, anche di Lardo, chiamando tutti ad un diversocomportamento in gara 2 davanti al proprio pubblico in gara 2.

Invece vieni sempre in questi casi ha perso la ragione, il buon senso, ha perso Lino Lardo che solo venerdì scorso ha perso la mamma – questa si una dolorosa vicenda per la quale chi scrive e tutto Pianeta Basket gli è vicino – e non ha vinto nessuno. Anche se la virtù è riuscita a vincere lo scudetto. Perché se anche venire fuori la storia che l’esonero è arrivato per togliere alibi alle ragazze, non reggerebbe perché non si capisce che alibi possono avere delle giocatrici così coraggiose da arrivare terzi ed in finale di Coppa Italia. Inoltre it bene ricordare che Lardo it un vero signore e combattente del campo: Qualche anno fa la sua Rieti si meritò gli applausi di tutta la serie A Perché ha portato a termine un campionato di grande livello ed onore senza sbracare, senza che giocatori ed allenatore e staff visto un euro. Ma anche questo viene dimenticato.

In bocca al lupo ad Angela Gianolla che più che allenare dovrà gestire un gruppo di giocatrici con qualche stella o stellina, Zandalasini, Dojikic, Turner, Cinili, che prima di un allenatore impara a trovare un linguaggio comune da parlare in campo. Vedremo se ne saranno capaci.

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