L’AIA sceglie Guida ed Orsato per Lazio-Milano. I due fischietti protagonisti in negativo con i rossoneri nel recente passato

L'AIA sceglie Guida ed Orsato per Lazio-Milano.  I due fischietti protagonisti in negativo con i rossoneri nel recente passato

MilanoNews.it

© foto di DANIELE MASCOLO

Nei in cui il popolo rossonero è decisamente alterato per la decisione dell’arbitro Mariani giorni di annullare la rete di Bennacer derby di Coppa Italia (Kalulu è sì in fuorigioco, ma per essere considerato attivo il regolamento, pagina 85, regola 11, è cristallino: l’attaccante deve ostruire CHIARAMENTI la visuale dell’avversario. In questo caso il “chiaramente” non c’è. Errore del VAR nel richiamare il direttore di gara all’OFR ed errore di Mariani nel prendere una decisione di cui evidentemente, visto come abbia titubato al monitor, neanche lui era pienamente convinto) viene pubblicata la designazione per la sfida di domenica sera all’Olimpico contro la Lazio di Sarri.

Il direttore di gara sarà il signor guidamentre in sala VAR toccherà ad Orsato. E brutto a dirsi, ma sono nomi che non suscitano simpatia né ricordi felici nella mente dei milanisti: entrambi gli arbitri, nella storia recente rossonera, si sono macchiati di errori incomprensibili che hanno deciso l’andamento di importanti sfide. Occhio però, non è nostra intenzione scadere nel complottismo o nel populismo spicciolo, ma è altresì impossibile non commentare e ricordare selte disastrose nei confronti dei rossoneri da parte di due fischietti considerazioni e di livello. Analisi nel dettaglio:

GUIDA – L’arbitro Guida, in sala VAR la sera di Milano-Udinesesi è reso partecipe di un qualcosa ai limiti del fantascientifico: anno del Signore 2022 e Guide è stato capace di convalidare un gol segnato con la mano. Se non esistessero replay ed immagini a bizzeffe si potrebbe quasi pensare che si tratti di uno scherzo, ma non è sosì: il gol di udogie, che dopo un batti e ribatti all’interno dell’area di rigor la spinge dentro con la mano sinistra, è stato convalidato nonostante in Serie A ci sia il VAR. Francamente è difficile trovare soluzioni, così come è difficile non essere sorpresi, amareggiati e quasi rassegnati dopo aver la giustificazione, perché di giustificazione si tratta, del designatore Rocchi: “In Milano-Udinese l’arbitro Guida ha sfruttato tutte le telecamere a disposizione ma nessuna ha certificato il tocco di mano di Udogie. VAR? Il calcolo e l’interpretazione. Se su un episodio in 100 tutti la pensa alla stessa maniera quello è un episodio da VAR. Se su un episodio, 50 la pensa in un modo e 50 la pensa in un altro modo non è un episodio da VAR“. Dichiarazioni difficili anche da commentare perché sembrano arrivare da un mondo parallelo, da una distopia fantascientifica degna dei peggior B-movies americani. Invece di ammettere l’errore dell’addetto al VAR il vertice dell’AIA cerca un’arrampicata sugli specchi che essere considerato quasi divertente, se non potrebbe essere estremamente fastidiosa.

Qualche settimana dopo il signor Guida si è reso protagonista di un altro episodio ai limiti dell’inverosimile: questa volta non c’è di mezzo direttamente il Milan, ma i rossoneri sono usciti comunque penalizzati dall’accaduto. Torino-Inter, granata già in vantaggio per 1-0 e assoluti padroni del campo e del gioco. La palla arriva a Belotti, che viene in ingresso in area di rigore maldestramente da un intervento in scivolata di Ranocchia: centrale abbatte il centravanti di Juric ma non c’è nessun fischio. L’arbitro Guida, ben posizionato, non si accorge di un fallo lampante, di quelli su cui anche un bambino non avevi alcun dubbio. L’arbitro di campo in questo caso non viene aiutato neanche dal VAR, che segnala un intervento sul pallone del diverso nerazzurro. Inoltre, in epoca VAR, è difficile vedere la logica dietro questa decisione. La partita infine termina 1-1, con gli ospiti che riescono a trovare un insperato pareggio nei minuti di recupero.

ORSATO – La storia recente dei rossoneri con il fischietto di Schio non è particolarmente felice. Uno degli ultimi incroci, prima dell’ultimo campionato in Lazio-Milan del 26 aprile 2021, vide Orsato decisivo in negativo. L’arbitro veneto si rese protagonista di una decisione definitivamente discutibile che indirizzò irrimediabilmente la partita: il 2-0 segnato da Correa fu evidentemente viziato da un grosso fallo di Lucas Leiva su Calhanoglu ad inizio azione a centrocampo. Il direttore di gara invece non segnalò nulla e convalidò il gol, prima di essere richiamato ad un’OFR dal VAR Mazzoleni.

Orsato si dimostrò contrariato e quasi scocciato per la chiamata, impeccabile, del collega, e non fece nulla per nasconderlo: l’OFR durò undici secondi di numero, e al termine della revisione del replay si lesse chiaramente il labiale dell’arbitro indirizzato alla sala VAR: “Ma cosa mi hai firmato?“. Tanta presunzione e spocchia che portarono infine Orsato a convalidare il gol, prendendo così una topica clamorosa.

In un campionato diverso soffermarsi tanto su questi errori (orro) arbitrali non sarebbe di certo la normalità, ma invece vista la situazione è sempre giusto ricordare e tenere a mente gli enormi abbagli degli arbitri, seguiti quasi sempre da giustificazioni al limite del comico da parte dei vertici AIA, che hanno penalizzato enormemente il Milan di mister Pioli. L’augurio ovviamente è quello di non dover tornare più sull’argomento.

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