Nainggolan: “La Roma la luce più splendente della carriera, andare via è stato pesante. Incredibile non aver vinto nulla”

ROMA NAINGGOLAN SPALETTI – Torna a parlare Radja Nainggolan. L’ex centrocampista della Romaorale al Belgio con l’anversaha rilasciato un’intervista al sito Fanpage trattando diversi temi tra cui la sua esperienza nella Capitale e del suo passaggio all’Inter dove le cose non sono andate molto bene. Ecco uno stralcio delle sue parole.

I ricordi di Nainggolan alla Roma

Nel 2014 preferisti la Roma al Napoli per una domanda meramente economica?
Non solo per una questione economica. Sai come funziona, quando sei molto legato a una piazza ovviamente qualcosa ti condiziona. Parliamoci chiaro, sia Napoli sia Roma sono due piazze bellissime, sono le più importanti a livello di tifo in Italia. Ho pensato fosse più giusto andare alla Roma per rispetto ai tifosi del Cagliari.

Alla Roma con Spalletti hai vissuto la miglior stagione della tua vita a livello realizzativo giocando praticamente dietro la punta.
Sì, diciamo che Spalletti era abituato a giocare con un trequartista alla Totti, mentre oggi lo fa con Zielinski, che ha molta più qualità di me. Con me era diverso perché in quel caso ero il primo a fare pressure insieme al centravanti. Quell’anno abbiamo registrato il miglior punteggio della Roma in Serie A, quindi male non è andata….

In quel periodo ti sei sentito il centrocampista più forte del campionato?
Avevo una concorrenza importante. C’erano giocatori come Pjanic, Hamsik, e gli stessi De Rossi e Strootman, che giocavano con me. Poi per i gol Hamsik era impressionante, faceva 15 gol a stagione, si inseriva meglio di me e batteva anche i rigori. Io con Totti e De Rossi quando li battevo? (cavalcata). Io ho sempre detto di essere un giocatore diverso perché facevo giocare meglio gli altri, lavoro per far uscire il meglio dagli altri. Per me la cosa più importante è sempre la squadra

Incredibile che quella Roma non abbia vinto nulla…
Se quella Roma lì avesse rivaleggiato contro la Juve di oggi ce la saremmo potuta anche giocare. Ma in quegli anni la Juve era imbattibile. Oggi è ancora forte, ma in quegli anni era devastante”.

Una delle tue migliori qualità era il tiro. Hai mai fatto una gara con Totti in allenamento?
(cavalcata). Qualche volta potevi anche vincerne qualcuna, ma poi alla fine il gol più bello lo faceva sempre lui. Francesco ha una tecnica di tiro che ancora oggi fa impressione, come vediamo in alcuni video di quando gioca a calciotto, tira certe mine da metà campo… Il tiro gli rimarrà sempre. La differenza tra me e il lui è che lui aveva un talento innato per la conclusione, io ho sviluppato il mio talento col tempo.

Sul’esperienza a Roma

A Roma c’è stata la luce più splendente della mia carriera. E lì che ho sentito le emozioni più forti. A livello umano è stato pesante andar via perché ero molto affezionato alla piazza. Nella vita grassa vanno delle scelete, anche se col senno di poi penso sia stata la scelta sbagliata perché avevo costruito un gran rapporto con Roma. All’Inter è iniziato bene ma finita male, ma non sono uno che racconta ca**ate, e se in quel momento mi andò dire qualcosa l’ho detto perché intendevo farlo.

In nerazzurro sei passato da Spalletti, con il quale a Roma avevi avuto un rendimento da centrocampista top europeo, a Conte, con il quale non è andata bene.
Con Conte non ho avuto alcun problema. Ho lavorato cercando di ricavarmi il mio spazio e lui ha fatto altre scelte, che rispetto. E facile dire ‘Non gioco, l’allenatore non è bravo’. Per me Conte è un allatore importante, e non per niente ha riportato lo Scudetto a Milano. Io poi ho fatto una scelta tornando a Cagliari, dove mi sono sempre sentito a casa. E dopo il mio ritorno alla fine del girone d’andata terzi, anche se poi non abbiamo retto.

Allegri, Spalletti, Rudi Garcia, Conte. Hai avuto molti allenatori importanti.
Per me ogni allenatore ti dà qualcosa. Ho avuto anche Pioli e Iachini, che per me preparava benissimo le partite, forse un po’ all’antica… Di base credo che finché tu impari qualcosa di nuovo allenatore è importante.

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