Nardi, Giustino e Gaio tingono d’azzurro la settimana Challenger

Al Challenger 80 di Barletta (terra battuta) sono due gli italiani che riescono a raggiungere i quarti di finale: Luca Nardi e Luciano Darderi. The tennis table pesarese conferma di avere il vento nelle vele e così, dopo aver esordito con una facile vittoria (6-1 6-4) contro il francese Alexandre Muller, approfitta del forfait del rumeno Marius Copil e guadagna senza lottare i quarti di finale (per lui è la settima vittoria consecutiva, considerando le 5 di Lugano) dove trovare l’altro transalpino Geoffrey Blancaneaux che invece ha avuto un percorso ben più accidentalato che lo ha visto al secondo turno, dopo un esordio da incubo contro il polacco zuk , il nostro Matteo Arnaldi che si era presentato in campo armato delle migliori intenzioni, dopo la vittoria in un durissimo derby con Giulio Zeppieri. Il sanremese è però uscito abbastanza nettamente 6-3 6-4, confermando il suo percorso tutto su e giù di questo inizio di stagione.

Il secondo della pattuglia azzurra a centrare i quarti è Luciano Darderi che batte nell’ordine il russo Evgeny Karlovskiy 6-7(3) 6-3 6-3 e il francese Enzo Couacaud 4-6 7-6(1) 6-2, dimostrando ottima reattività e nervi saldi nel non farsi scoraggiare dal punteggio che in entrambi i casi l’ha visto costretto al recupero.

Fuori al secondo turno Riccardo Bonadio, Andrea Pellegrino e Francesco Passaro. Il tennista friulano aveva iniziato dominando la testa di serie n.4, l’austriaco Jurij Rodionov (n.167 ATP) per poi farsi fermare da Alexander Schevchenko (n.275 ATP) che ha riacciuffato la partita per i capelli, prima del ritiro dell’azzurro, costretto all’abbandono per un problema fisico sul punteggio di 3-6 7-6(6) 3-0. Non sappiamo se per Riccardo sarà consolazione sufficiente il nuovo miglior ranking che dovrebbe essere attorno al n.235 ATP. Andrea Pellegrino Come forse sperato, il torneo di casa e, dopo la vittoria sul qualificato tedesco Likas Gerch, viene fermato (6-3 6-2) dal forte ceco Zdenek Kolar (n.141 ATP), conosciuto più come doppista ma molto forte anche quando non divide il campo con nessuno.

Torneo molto duro per Francesco Passaro che, dopo la sorprendente finale di Sanremo, era arrivato in terra di Puglia con l’entusiasmo a mille, prima di essere battuto al secondo turno dal qualificatore serbo Miljan Zekin (n.355 ATP) che ha fatto suo un incontro durissimo 2-6 7-6(10) 6-0, annullando anche un match point nell’interminabile tie-break che ha deciso il secondo set. Il tennista umbro, svanita la grande occasione, ha visto piombargli addosso tutta la fatica delle ultime due intensisime settimane e nel parziale decisivo ha ceduto di schianto. Per lui dovrebbe comunque esserci il nuovo best ranking alla posizione n.342.

Eliminati al primo turno Andrea Arnaboldi, che forse non ha recuperato dalle fatiche sanremesi, Franco Agamenone che in questa stagione non riesce proprio ad ingranare, Francesco Forti tutto prese con un difficile rientro dopo l’infortunio e Lorenzo Giustino il quale continua nel suo 2022 da incubo che in questo momento ci racconta di tre sole vittorie a fronte di 11 sconfitte.

Al Challenger 80 di Madrid (terra battuta) si è trasferito infelice per la pattuglia azzurra che non riesce a portare a casa nemmeno un match. Alessandro Giannesi (affresco finalista a Oeiras) perde 6-2 2-6 6-3 dall’argentino Marco Trungelliti (n.194 ATP) e Jimbo Moroni lotta, come suo costume, con Pavel Kotov (n.169 ATP) ma alla fine deve cedere 3-6 7-6(3) 7-5. Raul Brancaccio Supera il primo turno perché la testa di serie n.3 Feliciano Lopez non si presenta, poi va a sbattere anche lui contro un Trungelliti particolarmente ispirato che non gli lascia nessuna chance (6-2 6-3).

Al Challenger 80 di San Luis Potosi (Messico, terra battuta)

l’unico italiano in gara era Federico Gaio che purtroppo perde al secondo turno con lo svizzero Antoine Bellier (n.488 ATP) 6-3 1-6 6-3, dopo aver superato all’esordio il serbo Pedja Krstin (6-2 2-6 7-5).

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