Nel 1982 GP e Gara Cart a 24 ore e 3 miglia km di distanza

Una delle imprese dell’italo americano tra F1 e campionato americano: nel 1982 il sabato corse con la Ferrari a Las Vegas (ritirato) e il giorno dopo in Michigan finì secondo!

Andrea Cremonesi

A causa di una distanza di 24 ore a oltre 3 mila chilometrie di distanza: è nella pagina leggendarie scritte da Mario Andretti. E avvenne quarant’anni fa nell’autunno del 1982. A avvenne 42 anni, dopo aver lasciato di governare la Williams- Ford lasciata libera da Carlos Reutemann a Long Beach (14esimo in prova, ritirato per il cedimento della sospensione in gara in seguito a un contact), l’italo americano accetta l’offerta di Enzo Ferrari di correre a Monza sulla rossa numero 28 lasciata drammaticamente libera da Didier Pironi.

andretti, Scelta di cuore

Una scelta di cuore per Andretti, profugo istriano che con Maranello già corso in F1 nel 1971 e ’72 una decina di gran premi tra una corsa di Formula Cart e l’altra, vincendo al debutto con la 312 B2 sul circuito sudafricano di Kyalami . Enzo Ferrari lo stimava e lo aveva ingaggiato per le vetture sue sport. Nel 1972 in coppia con Jacky Ickx, l’italiano vince 4 gare, contribuendo alla conquista del titolo.

la f1 e la Pole a Monza

Andretti, aver fatto registrare il record del circuito di Fiorano, pur sullo stomaco dopo un bel piatto di tortellini, corre a Monza, esaltando il pubblico: pole al sabato, terzo la domenica per un problema alla frizione. Resta una sola corsa da disputare in quel Mondiale dove la Ferrari ha perso Gilles Villeneuve e Didier Pironi: Las Vegas, Stati Uniti, a casa di Piedone. Ferrari gli chiede il bis, Mario ne è onorato ma è legato al team di Pat Patrick in Formula Cart, come si chiamava allora la Formula Indy. A Elkart Lake, Andretti domina sino a quando il cambio non lo tradisce. Ma l’amarezza svanisce presto il team manager lo avvicina a fine corsa: “Mi ha detto che sarei stato libero di correre con la Ferrari a Las Vegas, se lo volevo – spiega a Pino Allievi inviato della Sport al GP del Nevada – e la cosa mi ha riempito di gioia perché un’altra gara con la Ferrari aumenterà il mio prestigioso (lui che aveva già vinto una 500 di Indy, il titolo Cart e il Mondiale di F1 con la Lotus; ndr) anche perché questa volta Corro a casa mia. Le riserve dei giorni scorsi erano al timore che i miei meccanici potessero subito un contraccolpo dal punto di vista psicologico perché poteva apparire che io privileggiassi la F1 rispetto alle gare americane. Niente di più falso”.

viaggio da A 3000 km

E infatti Andretti quella fine settimana si sdoppia, come aveva già fatto qualche volta negli Anni ’70 quando quando va da Montecarlo per correre a Indianapolis, sfruttando il fatto che si corre in due giorni diversi, la F1 il sabato, la Cart domenica. Il guaio è che il primo è in Nevada e il secondo in Michigan a oltre tremila chilometri di distanza! Al venerdì Andretti coglie il miglior tempo nelle libere ma in qualifica è solo 14°. “Voi non potete capire cosa rappresenta la Ferrari all’estero: è qualcosa di magico, un mito. E’ per questo che ci terrei a vincere, sarebbe una bella soddisfazione per un be vecchietto come me”.

andretti secondo

Costretto al ritiro per il cedimento della sospensione della sua Ferrari, quando viaggia in quarta posizione, Mario Lascia il parcheggio del Caesars Palace Hotel, trasformato per l’occasione in circuito, e si fionda in aeroporte, sale su un jet privato, messo a disposizione dallo sponsor dell’Intermedia per volare in Michigan dove si rifà della delusione della F1, chiudendo secondo alle spalle di Bobby Rahal. Dal GP di Las Vegas, costato la sua ultima gara di F1.



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