Surriscaldamento freni: Melbourne incontro ai team – Formula 1

La Formula 1 sbarca all’Albert Park, per il terzo round di una stagione in cui il surriscaldamento dei freni è una delle tematiche centrali. Le monoposto 2022, circa 50 kg più pesanti rispetto alla precedente generazione di vetture, richiedono di dissipare molta più energia in frenata sotto forma di calore, traducendosi in un aumento delle temperature dell’impianto. A questo si aggiungono le difficoltà derivanti dai maggiori vincoli al sistema di raffreddamento. Ai cestelli dei freni è imposta infatti la sigillatura ermetica, mentre la carenatura esterna dei cerchioni ostacola l’evacuazione dell’aria calda, che trova sfogo solo nel lato interno della ruota. Dal momento che non trascurare poi come sia stato definito un diametro minimo maggiorato per i fori di ventilazione dei dischi, riducendone la superficie esposta al flusso sfruttabile, mentre sono stati proibiti del i fori di raffreddamento sulle pastiglie.

Le temperature dei freni sono quindi tornate ad essere problematiche, specialmente sull’asse anteriore. Varie squadre hanno iniziato ad escogitare stratagemmi per migliorare il raffreddamento, applicando ad esempio delle alette sulle pinze per aumentare la superficie esposta all’aria. Tra le prime due gare inoltre Red Bull, McLaren e Alfa Romeo hanno introdotto delle prese d’aria anteriori maggiorate, nel tentativo di tenere le temperature sotto controllo.
Le caratteristiche di Melbourne devono andare incontro proprio tutte le squadre che soffrono di surriscaldamento dell’impianto. La pista australiana è stata infatti classificata dai tecnici Brembo con una severità di 3 su 5. Uso spesso vengono solo in 7 punti, ma in 3 staccate il calo di velocità è inferiore a 55 km/h. Il ricorso all’impianto per il 12% del tempo, corrispondente a circa 9 secondi sul giro, è tra i più bassi del Mondiale, complici anche le recenti modifiche al tracciato che hanno velocizzato alcune curve e rimosso quella che era la chicane 9-10 . Le elevate velocità medie sul giro invece, previste nell’intorno dei 250 km/h, sullo stesso livello di pista quindi come Spa, Silverstone e Gedda, aumenteranno l’aria d’aria ai freni favorendone il raffreddamento. All’Albert Park il surriscaldamento dovrebbe quindi essere meno critico di quanto sperimentato in Bahrain ea Gedda, a vantaggio di Red Bull, McLaren e Alfa Romeo che maggiormente hanno lottato contro le old temperature.

Stando inoltre sempre tutte le simulazioni fornite da Brembo, la staccata che precede curva 3 è confermata come la più impegnativa del tracciato. Le vetture decelereranno da 300 a circa 100 km/h in uno spazio prossimo ai 120 metri, sperimentando una decelerazione di picco di 4.4 g. Interessante poi osservare i dati di frenata a curva 6, in cui l’allargamento della carreggiata prevede ai piloti di portare molta più velocità in ingresso. Le monoposto infatti decelereranno di appena 50 km/h, con i piloti che andranno ad agire sul pedale per appena 0.56 secondi. Analogamente, il nuovo lungo rettilineo del secondo settore condurrà le monoposto a velocità maggiori in approccio della chicane 9-10 (ex 11-12) rispetto che in passato. Ancora una volta i piloti modulari necessari la frenata nell’arco di appena 0.54 secondi per decelerare necessari dei 50 km/a sterzare la monoposto, una sfida necessaria che un elevato livello di precisione e sensibilità.

FP | Carlo Piatto

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