un pilota Ferrari racconta com’è cambiata la pista

Dopo i lavori svolti nell’inverno, nella stagione 2022 lo storico circuito del Belgio si presenta con alcune migliorie. “Attenzione alla prima curva, con la via di fuga in Ghiaia. Ottimo il lavoro svolto sul fronte della sicurezza” dice Pier Guidi, pilota Ferrari GT

Giulio Masperi

– milano

Fare le modifiche al tracciato, gli interventi apportati alle vie di fuga e alcune zone riasfaltate nel corso dell’inverno, la pista di Spa-Francorchamps, in Belgio, è tornata a ospitare un evento di caratura mondiale, il secondo round del World Endurance Championship 2022. Quali novita? Com’è cambiata e dove la storica pista inaugurata nel 1924? Il tracciato a fine agosto ospiterà il 14° round del Mondiale di Formula 1, ed è pronto a riaccogliiere le gare di moto. Ecco il parere di Alessandro Pier Guidi, pilota ufficiale del Cavallino Rampante. II campione del mondo in carica in classe Lmgte Pro, con James Calado, sulla Ferrari 488 Gte Evo (AF Corse) numero 51 è stato tra i protagonisti della corsa di durata che si è disputata il 7 maggio sui 7.004 chilometri dell’autodromo belga. “Io lavori? Il mio parere, e quello di tanti colleghi con cui ho parlato, è positivo – racconta al telefono il pilota tortonese -. La pista mantiene intatta la sua bellezza, ed è migliorata sul fronte della sicurezza all’Eau Rouge-Raidillon. Ottimo lavoro”. A spa le vetture di classe Gte toccano ad una velocità di circa 240 km/h.

SPA FRANCORCHAMPS, PIER GUIDI SPIEGA LE NOVITA

Disegno della pista ampiamente conservato, vie di fuga riviste per innalzare gli standard di sicurezza: ecco i cardini degli interventi svolti nell’inverno 2021-22 a Spa-Francorchamps, quali si aggiungono i numerosi interventi sulle aree esterne, con alcune nuove tribune. “Il layout della pista è praticamente uguale a prima, eccetto che in curva 9 (Les Combes, Ndr) che è un po’ più veloce e dove è stato messo un cordolo interno – dettaglio Pier Guidi, classe 1983-. Parlando dell’Eau Rouge-Raidillon, la ‘piega’ non è cambiata, e sono contento che sia stata conservata una curva so bella che noi con le Gte affrontiamo a pieno gas, ma la traiettoria deve essere perfetta. La novità sostanziale in questo punto è l’allargamento notevole della via di fuga in alto, a sinistra. Prima il problema, in caso di uscita, che che l’auto colpendo le protezioni rimbalzava di nuovo dentro la pista stessa. Adesso lo spazio è maggiore, verosimilmente questo problema non si verificherà più. Per la sicurezza si tratta di un grande passo in avanti”. E nel medesimo punto, tra gli interventi esterni al tracciato, è stato abbattuto lo storico chalet, sostituito da una nuova, grande tribuna.

SPA FRANCORCHAMPS, NUOVE VIE DI FUGA

Tra le novità più importanti che arrivano dalla stagione 202 una gli interventi apportati alle vie di fuga2. Per certi aspetti in controtendenza con quanto successo in altri impianti, l’asfalto è stato rimpiazzato dalla ghiaia (non all’esterno dell’Eau-Rouge e della curva Blanchimont). “Sono cambiate quasi tutte le vie di fuga – prosegue il due volte campione del mondo nel Wec -. Prima c’era il problema dei ‘track limit’, quindi dovevi stare molto attento a sfruttare tutta la pista senza uscire. Adesso il problema è superato: se sbagli, finisci nella ghiaia. Questo rende tutto più difficile, l’approccio al volante cambia e il pilota dove trovare il limite della pista senza esagarare”.

COM’È CAMBIATA LA PRIMA CURVA

Uno dei punti più famosi e iconici di Spa-Francorchamps è la prima curva, La Source, molto lenta e dove le auto arrivano in gruppo dopo la partenza. In questa zona, all’esterno della parte finale della curva, è stata disposta una porzione in ghiaia. “Un grosso ‘imbuto’ con la via di fuga ora ricoperta dalla ghiaia – spiega Pier Guidi -. Prima, chi partiva al centro del gruppo, arriva nella curva 1 e allargava la traiettoria, potendo contare sull’asfalto: era una scelta dettata dal fatto di evitare di volere. Adesso, al contrario, la partenza sarà più difficile”.

LE OSSERVAZIONI CRITICHE

Se il giudizio complessivo è positivo, Alessandro Pier Guidi unico aspetto non ottimale nei lavori svolti durante l’inverno. “Una piccola pecca, secondo il mio parere, è il fatto che non sia stato riasfaltato tutto il tracciato, con l’effetto che il nuovo asfalto è stato steso un po’ a ‘macchia di leopardo’ – spiega il pilota ufficiale Ferrari -. L’Eau Rouge, curva 8 e curva 9 hanno il nuovo fondo, dove c’è tanto grip in più, mentre le altre zone hanno un livello di aderenza inferiore. Quando guidi questa alternanza crea un po’ di scompensi”.



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